Nuove regole IFAB e Var: cosa cambierà nel gioco dopo le controversie

L'IFAB valuta modifiche al regolamento per rendere il gioco più fluido e correggere buchi del Var: dalla regola degli 8 secondi alle revisioni delle espulsioni derivanti da doppie ammonizioni, con possibili impatti sul modo di giocare delle squadre

L’interpretazione delle regole del calcio è di nuovo sotto i riflettori dopo episodi ad alto impatto mediatico — come i casi che hanno visto coinvolti Kalulu e Bastoni in Inter–Juventus — che hanno sollevato dubbi sulla gestione arbitrale. Per affrontare questi problemi l’IFAB ha convocato un’assemblea generale il 28 in Galles, con l’obiettivo di discutere modifiche pensate per ridurre gli errori e rendere le partite più scorrevoli.

Le proposte sul tavolo Tra le idee in esame ci sono interventi mirati contro le perdite di tempo, un ampliamento delle situazioni sottoponibili a review con il VAR, chiarimenti su rigori e sul cosiddetto doppio tocco, regole più severe contro le simulazioni e una verifica approfondita del sistema di fuorigioco semiautomatico.

L’intento è chiaro: diminuire l’incertezza nelle decisioni arbitrali senza snaturare il ritmo del gioco.

Quali cambiamenti tecnici e tattici aspettarsi Se il VAR vedrà un’elargizione di competenze, molti episodi cruciali potrebbero essere corretti più spesso. Ma più interventi video significano anche più interruzioni, con il rischio di spezzare il flusso della partita.

Sul piano tattico le squadre potrebbero modificare il comportamento sui calci piazzati e in fase difensiva per evitare ammonizioni o sanzioni per simulazione; i preparatori studieranno contromisure per adattarsi rapidamente.

Punti critici e difficoltà pratiche Non tutte le modifiche sono di facile traduzione operativa: definire in modo oggettivo concetti come il doppio tocco o la simulazione resta complesso. Anche l’estensione dell’uso del VAR apre questioni pratiche — tempi degli interventi, qualità della comunicazione tra arbitro e sala video e uniformità di applicazione tra federazioni. Inoltre, la sperimentazione del fuorigioco semiautomatico deve garantire precisione e parità di trattamento tra i vari campionati.

Misure contro le perdite di tempo: esempi concreti Tra le ipotesi operative c’è l’estensione della regola degli 8 secondi — oggi applicata ai portieri — a situazioni come rimesse laterali o calci d’angolo. Si valuta anche l’obbligo per i giocatori sostituiti di abbandonare il campo entro 10 secondi per evitare lunghe interruzioni. Piccole regole del genere possono accorciare i tempi morti e accelerare il gioco, se applicate con coerenza.

Il dibattito sulle cure in campo Una proposta controversa riguarda le procedure per i giocatori soccorsi: si è parlato di far uscire temporaneamente il giocatore per un periodo di recupero — indicativamente 2 minuti — in modo da garantire cure adeguate e scoraggiare le simulazioni. La misura solleva questioni etiche e pratiche: come bilanciare la tutela della salute con il mantenimento del ritmo partita? La questione è ancora aperta e sarà oggetto di confronto tecnico.

Rigori e doppio tocco: cercare chiarezza sull’intenzionalità Sugli sviluppi dei rigori si propone una distinzione più netta tra tocco involontario e gesto volontario. In base alla bozza, se un doppio tocco è involontario e il pallone entra, il tiro dovrebbe essere ripetuto; se non entra, si potrebbe assegnare un calcio di punizione indiretto. Se invece il tocco è volontario, la punizione resterebbe indiretta e il tiro verrebbe considerato sbagliato ai fini delle serie. L’obiettivo è diminuire le controversie e dare indicazioni più chiare ad arbitri e tiratori.

VAR: ampliare le competenze per evitare sviste gravi Si sta valutando di autorizzare il VAR a intervenire su casi oggi esclusi dal protocollo, come doppie ammonizioni non rilevate, errori di identità o assegnazioni palesemente sbagliate di calci d’angolo. I limiti attuali hanno permesso che certi errori — pensiamo al caso Bastoni–Kalulu — rimanessero non corretti. L’allargamento delle aree di intervento richiederà però regole precise per evitare arbitrarietà.

L’idea del VAR “a chiamata” Nel dibattito è tornata anche la formula del VAR a chiamata, già sperimentata in Serie C con l’FVS: le squadre avrebbero un numero limitato di “challenge” per richiedere la revisione. Dal punto di vista strategico è uno strumento interessante, ma servono paletti chiari per impedire abusi e preservare l’uniformità decisionale.

Simulazioni, fuorigioco e altri ritocchi Le discussioni tecniche mirano a standardizzare sanzioni e procedure contro le simulazioni, cercando criteri di prova e responsabilità che possano ridurre le differenze tra campionati. Sul fuorigioco, la proposta di Arsène Wenger — che considera valido il gol se una delle quattro parti del corpo è in linea con il difendente — è stata valutata ma non è pronta per l’adozione. Parallelamente il sistema semiautomatico subirà aggiornamenti per migliorare accuratezza e tempi di intervento.

Le proposte sul tavolo Tra le idee in esame ci sono interventi mirati contro le perdite di tempo, un ampliamento delle situazioni sottoponibili a review con il VAR, chiarimenti su rigori e sul cosiddetto doppio tocco, regole più severe contro le simulazioni e una verifica approfondita del sistema di fuorigioco semiautomatico. L’intento è chiaro: diminuire l’incertezza nelle decisioni arbitrali senza snaturare il ritmo del gioco.0

Le proposte sul tavolo Tra le idee in esame ci sono interventi mirati contro le perdite di tempo, un ampliamento delle situazioni sottoponibili a review con il VAR, chiarimenti su rigori e sul cosiddetto doppio tocco, regole più severe contro le simulazioni e una verifica approfondita del sistema di fuorigioco semiautomatico. L’intento è chiaro: diminuire l’incertezza nelle decisioni arbitrali senza snaturare il ritmo del gioco.1

Le proposte sul tavolo Tra le idee in esame ci sono interventi mirati contro le perdite di tempo, un ampliamento delle situazioni sottoponibili a review con il VAR, chiarimenti su rigori e sul cosiddetto doppio tocco, regole più severe contro le simulazioni e una verifica approfondita del sistema di fuorigioco semiautomatico. L’intento è chiaro: diminuire l’incertezza nelle decisioni arbitrali senza snaturare il ritmo del gioco.2

Scritto da Elena Marchetti

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