La stagione della Real Sociedad si è conclusa con una sentita omaggio a Imanol Alguacil, senza alcun trofeo da festeggiare, come una finale di coppa o una qualificazione europea, e con due partite senza significato. Sia il tecnico, sia la direzione sportiva, che la squadra non sono riusciti a raggiungere il traguardo principale, in un’annata difficoltosa dal punto di vista del gioco, delle sensazioni e dei risultati, nonché nelle performance individuali.
Di seguito le valutazioni di ciascuno dei 34 giocatori impiegati da Imanol, elencati in base ai minuti giocati, dal meno al più.
Iñaki Rupérez
Un terzino centrale
La partecipazione del giovane navarro con la Real è stata minima, nonostante una stagione impressionante; ha esordito con la prima squadra negli ultimi sei minuti in Coppa a Alicante, giocando come centrale, ruolo in cui si è esercitato di più negli allenamenti e nelle amichevoli.
Dani Díaz
Un debutto precoce e speciale
Il suo esordio è stato rinviato a causa di un’assenza in coppa e di un infortunio, ma alla fine è riuscito a debuttare ad Anoeta in Liga, a soli 18 anni e meno di un anno dopo la riabilitazione da un infortunio al crociato. Nove minuti contro il Valladolid che rappresentano solo l’inizio della sua carriera.
Mikel Goti
Poche occasioni, nonostante tutto
È sorprendente che per la stella del Sanse, dopo una stagione eccezionale dal punto di vista del gioco e delle statistiche, ci siano stati solo due convocazioni con la prima squadra. Ha debuttato contro il Jove, con 23 minuti a disposizione, segnando dopo dieci minuti. Peccato non averlo visto nel finale di stagione, quando la Real sembrava priva di invenzione.
Arsen Zakharyan
Un talento smarrito
È stato un anno quasi completamente negativo per il russo, costellato di infortuni e sfortunate ricadute, incluso il problema con il visto per il Regno Unito. Ha totalizzato solo 78 minuti distribuiti su quattro apparizioni, una delle quali brillante ma breve contro il Leganés, in cui ha segnato un gol stupendo. È stato il giocatore con meno impiego nel team ed è un vero mistero.
Jon Balda ha vissuto un’esperienza difficile durante il suo debutto a Alicante, dove ha giocato come titolare insieme ad altri giocatori. La sua chance in Europa è arrivata in Danimarca, ma si è trasformata in un incubo: ammonito al secondo minuto e sostituito al ventiquattresimo, ha avuto poche occasioni di mettersi in mostra, nonostante le difficoltà del reparto difensivo.
Luken Beitia ha avuto un ingresso sul campo inaspettato ma di grande sostanza, presentandosi come una valida alternativa per il futuro della difesa. Ha fatto il suo esordio ad Alicante e ha concluso la stagione giocando come centrale contro il Leganés, dimostrando le sue potenzialità. Finora ha ricevuto nove convocazioni e ha continuato ad allenarsi per migliorare.
Jon Magunazelaia, invece, ha visto svanire le sue speranze di rimanere nella prima squadra, con una carriera che ha toccato il fondo con solo cinque partite giocate e 191 minuti complessivi. È riuscito a segnare in Coppa contro il Jove e ha deciso di trasferirsi a gennaio al Córdoba, ma anche lì ha avuto poche opportunità.
Urko González de Zárate ha rappresentato uno dei grandi enigmi della stagione. Dopo una lunga attesa, ha affrontato il prestito di gennaio per dimostrare il suo valore, lasciando però un’ottima impressione nell’ultima partita con la maglia txuri urdin contro il Dinamo Kiev, dove ha brillato. In totale, ha trascorso tre spezzoni sul campo, è stato in panchina per undici partite e ha ricevuto quindici multe.
Arkaitz Mariezkurrena, infine, ha portato una ventata di freschezza nelle ultime fasi della stagione 2025. Dopo il suo debutto in Coppa, è emerso come un attaccante di cambiamento, segnando due gol decisivi che hanno contribuito a conquistare tre punti vitali in campionato. Ha accumulato solo 310 minuti di gioco, un tempo che appare insufficiente considerando il suo istinto per il gol.
Álvaro Odriozola
Assente nel gioco
Si aspettavano grandi cose da lui in questa stagione, ma finora non è stato così. La sua presenza è stata minima, quasi assente dai discorsi. Ha partecipato a soli otto spezzoni di partita, accumulando soltanto 35 minuti nel 2025, afflitto da innumerevoli infortuni e superato da giocatori come Traoré, Aramburu e Aritz. Non è riuscito a raggiungere il livello atteso. Un vero peccato.
Sadiq Umar
Un’annata da dimenticare
Un altro periodo contrassegnato da difficoltà, da lasciarsi alle spalle, prima di trasferirsi in prestito a Valencia per ritrovare se stesso. Ha fatto 11 apparizioni su 24 convocazioni con la Real, ma ha giocato solo 482 minuti senza riuscire a segnare nemmeno un gol, rimanendo sempre l’ultima scelta per Imanol. Ora torna, ma è per andarsene di nuovo.
Unai Marrero
Crescita evidente
Zubieta ha un portiere. Questa è la sintesi del progresso fatto da Marrero in questa stagione, illustrando il suo impegno nel giocare di più e nel mettersi in evidenza. Il suo contributo migliore è stato nella partita al Bernabéu. Sempre a disposizione, ha guadagnato la fiducia di Imanol con otto presenze, collezionando cinque gol subiti e quattro partite senza reti al passivo.
Hamari Traoré
Ritorno straordinario
Molti rimangono stupiti dalla velocità con cui ha recuperato dall’infortunio al legamento crociato subito a settembre, riuscendo a tornare in campo il 2 marzo. Sicuramente, si ricordano anche delle sue prestazioni poco brillanti in Coppa al Bernabéu. Pilastro fondamentale nello spogliatoio, ha firmato un nuovo contratto ed è sempre presente e motivato. Ha partecipato a 13 partite.
Jon Martín
La sua attesa è stata lunga
La sua venuta era attesa con impazienza, soprattutto in un contesto dove i compagni di difesa non brillavano. Quando finalmente ha esordito, ha dimostrato tutto il suo valore. È un centrale che può rimanere per molti anni e, nonostante i 1.245 minuti sul campo, meriterebbe di giocare di più. Ha iniziato a essere titolare in campionato solo ad aprile, ma la squadra ha trovato maggiore solidità nella retroguardia quando è stato schierato regolarmente. Un colosso aereo di livello internazionale.
Beñat Turrientes
Seduto troppo a lungo
In un’annata pensata per affermarsi, soprattutto in assenza di Merino, ha trascorso eccessivo tempo in panchina. Superato nelle gerarchie da Olasa e Marín, non ha avuto un ruolo decisivo né come interno né come sostituto di Zubimendi in molte occasioni. Ha accumulato 1.400 minuti, mostrando a volte delle carenze, ma anche le doti uniche e necessarie che possiede.
Jon Ander Olasagasti
Una stagione altalenante
Ha iniziato e concluso la stagione con poco tempo in campo. Ha acquisito una certa visibilità, risultando cruciale per Imanol tra dicembre e marzo, al punto da meritarsi il rinnovo del contratto in scadenza. Tuttavia, da quel momento ha gradualmente perso importanza. Ha segnato due gol ed ha collezionato quasi 1.500 minuti ricoprendo i ruoli di ‘4’, ‘8’ e ‘10’.
Jon Pacheco
Senza sostegno, ma coperto
È stato ingaggiato Aguerd per supportarlo in un anno chiave, ma non solo non è progredito, ma si può affermare che abbia fatto passi indietro. Ha iniziato come titolare, ma Imanol lo ha relegato al ruolo di quinto centrale in un periodo della stagione. Ha commesso molte infrazioni evitabili e ha mostrato mancanza di fermezza in altre situazioni. Ha però gestito bene il pallone e ha mostrato segni di rinascita nel finale di stagione. Ora è il suo momento.
Orri Óskarsson
Un giocatore atteso, ma ancora in fase di adattamento
Il trasferimento costoso per il calciatore islandese ha destato qualche sorpresa, con l’impressione che ancora non avesse mostrato il suo valore. La sua permanenza in panchina non lo ha aiutato, e le sue prestazioni non sono state costanti. Ha collezionato solo 17 minuti di gioco, senza mai superare i 1.500 e non ha trovato spazio come titolare in due partite consecutive fino a febbraio. Ha segnato un gol ogni 208 minuti, totalizzando sette reti.
Sheraldo Becker
Un’opzione versatile, ma irregolare
Ha alternato momenti di grande impatto a fasi buie. Alla fine della stagione, è stato coinvolto in un episodio controverso in un locale dopo il pareggio a Valladolid. Non è riuscito a trovare una posizione fissa, ma ha dimostrato di essere un elemento prezioso in una squadra che spesso appariva piatta. Ha segnato tre gol in partite cruciali e fornito altrettante assistenze, accompagnate da numerosi passaggi chiave. Con 1.600 minuti sul campo, sembra che questa sarà la sua ultima stagione.
Ander Barrenetxea
Prestazioni altalenanti, ma con un nuovo record di gol
L’anno del giocatore di Donostia è stato bizzarro, segnando il suo massimo personale con otto reti, solo una in campionato e sei assist. Le sue azioni decisive sono state troppo sporadiche. Ha preso parte a ben 47 incontri, di cui 24 da titolare, senza finire mai una partita. Il suo stato fisico è stato un problema. Ha superato i 2.000 minuti di gioco, ma è distante dal ruolo di titolare.
Pablo Marín
Il guerriero di Imanol
Un’annata dedicata alla sua affermazione, caratterizzata da impegno, competitività e buona dose di determinazione, complice anche un calo di rendimento degli altri. Corre incessantemente. Imanol ha riposto fiducia in lui, riuscendo a mantenerlo nel ‘undici’ titolare per gran parte del 2025, superando Brais e Sucic. Una serata memorabile a Madrid, ha giocato 38 partite e accumulato oltre 2.100 minuti di gioco.
**Aihen Muñoz**
Tornato, ma in difficoltà
Ha iniziato in ritardo, recuperando bene dall’infortunio, e si è assicurato il suo posto, sebbene continuando a ruotare come di consueto. Ha mostrato buona intensità e ha disputato ottime partite, ma si è spento rapidamente e il suo rendimento complessivo è risultato insufficiente. La stagione si è conclusa per lui in modo speciale a Madrid, dove ha debuttato e ha indossato la fascia di capitano.
**Aritz Elustondo**
Prestazioni quando serve
Sembra che la stagione stesse andando male, avvicinandosi alla conclusione, ma nel 2025 ha avuto l’occasione di giocare e si è fatto valere, soprattutto nei primi mesi dell’anno, anche guidando la difesa. Ha alternato giornate difficili con altre migliori, chiudendo come giocatore numero 12, con 35 presenze e quasi 2.300 minuti, nonostante l’infortunio alla fine del 2024. Si sarebbe desiderato un gol di testa in più.
**Javi López**
Senza adattarsi
Un acquisto costoso e finora deludente. Ha avuto occasioni favorevoli per giocare di più e migliorare, poiché Aihen tornava da un infortunio, ma non ha colto l’opportunità e ha perso la titolarità, anche se ha continuato a giocare per il turn-over. Ha mostrato lentezza, disattenzione, insicurezza in attacco e fragilità in fase difensiva, evidenziando la mancanza di fiducia a causa degli errori. Ha fatto comunque parte di molte immagini di gol, chiudendo la stagione con prestazioni finali migliori.
**Luka Sucic**
Avvio e conclusioni anomale
L’inizio è stato impegnativo; ha dovuto guardare “numerosi video” ma alla fine ha conquistato il suo posto con buone prestazioni, nonostante le difficoltà iniziali. Quando sembrava in forma, si è infortunato e, al ritorno, ha giocato male e con lentezza, aggiungendo le sue dichiarazioni controverse. Non ha soddisfatto Imanol per il suo adattamento con Brais e si è rivelato né il ‘8’ necessario per quella Real, né un ‘10’.
Brais Méndez
Un giocatore discreto ma con potenzialità
La stagione del calciatore galiziano è stata piuttosto altalenante. Ha risentito dell’assenza del miglior Zubimendi e di Merino, mancando dell’estro che lo contraddistingue. Non è riuscito a integrarsi nel gioco della squadra. Nonostante ciò, è riuscito a segnare otto reti e fornire cinque assist. Se dovesse partire, sarà difficile sostituirlo considerando queste statistiche.
Nayef Aguerd
La sua prestazione in prestito si conclude nel 2024
Acquistato all’ultimo momento, sembrava una scelta azzeccata per sostituire Le Normand, specie per il buon inizio nel 2024. Tuttavia, a causa di infortuni ricorrenti, alcune decisioni discutibili durante le partite e una stagione 2025 disastrosa, specialmente dopo il famigerato match in Tanzania, la sua prestazione in prestito rimane macchiata.
Sergio Gómez
Dalla gloria al declino
Il suo impatto iniziale, alimentato dall’energia dei Giochi Olimpici, è stato notevole, contribuendo in diversi ruoli. Col tempo, però, la sua importanza è diminuita, specialmente man mano che Imanol lo spostava più verso l’esterno sinistro. Sempre presente, con il 100% di convocazioni e tra i primi sette per minuti giocati, ha totalizzato cinque gol e sette assist. Ottimi cross, ma anche diversi errori.
Jon Mikel Aramburu
Un giocatore affamato
Solo un anno e mezzo fa, sembrava improbabile vederlo al sesto posto per minuti giocati. Ha partecipato a 49 partite, accumulando 3.400 minuti e segnando il suo primo gol in massima serie, frutto della sua determinazione. È un “bufalo” al servizio di Imanol, mantenendo la solidità difensiva anche in momenti di difficoltà. Tuttavia, ha mostrato qualche limiti in fase offensiva, e la stagione nel complesso è stata difficile per lui.
Igor Zubeldia
Al di sotto delle aspettative
Il Zubeldia della stagione 24-25 si distaccava notevolmente da quello che giocava insieme a Le Normand, raggiungendo un livello di eccellenza. Ha commesso più errori del solito, ha perso la concentrazione e è stato superato frequentemente, risultando poco incisivo in fase offensiva. Tuttavia, ha ricevuto la fiducia di Imanol, partecipando a 41 partite e accumulando 3.400 minuti di gioco, anche se ha affrontato alcuni problemi fisici.
Mikel Oyarzabal
Il capitano e il suo ruolo chiave
Con la mancanza di una ripresa per Sadiq, l’assenza di sviluppo per Óskarsson e una squadra in difficoltà con risultati deludenti, Imanol non ha esitato a schierarlo ogni volta che ne ha avuto l’opportunità. Ha vissuto momenti di scarso impatto sul gioco, ma ha concluso la stagione in gran forma, raggiungendo il suo massimo in termini di gol, con 18 reti e 8 assist, oltre a stabilire il record di presenze nella storia del club, con 53 match.
Take Kubo
Leader, ma non sufficiente
La stagione dell’acquisto giapponese è stata complicata da riassumere. È stato indubbiamente il migliore e un punto di riferimento per la squadra in molte partite, ma ha sofferto di mancanza di ritmo, idee e precisione, come molti altri, nonostante gli sforzi costanti. Le sue statistiche non sono impressionanti e rappresentano una lacuna significativa, insieme a una certa tendenza all’individualismo. Ha segnato 7 gol, fornito 4 assist (nessuna in campionato) ed è stato il terzo per minuti giocati.
Martín Zubimendi
Un contributo meno luminoso e un finale deludente
Zubimendi lascia la Real dopo una stagione in cui ha scelto di restare, ma non ha brillato come sperato. Ha partecipato a quasi tutte le partite, ma la squadra non lo ha supportato e lui è calato presto. Il 2025 è da dimenticare, caratterizzato da prestazioni scadenti, incapace di controllare il centrocampo, rubare palla e, soprattutto, dominare il gioco con il pallone. La sua assenza sarà avvertita, ma non questa versione finale.
Álex Remiro ha disputato numerosi incontri di alto livello. Sebbene la sua performance sia stata migliore in avvio rispetto alla conclusione della stagione, il portiere navarro ha messo in mostra un notevole numero di interventi decisivi, nonostante le difficoltà legate alla sua difesa, contrariamente a quanto accaduto in stagioni passate. Anche se la sua precisione con il pallone potrebbe essere diminuita, è l’unico giocatore a superare i 4.000 minuti di gioco, ma non ha raggiunto il traguardo delle 50 partite, poiché ha avuto più occasioni di riposo rispetto agli anni precedenti.