Diego Pablo Simeone ha sempre sostenuto che le partite si articolano in ‘micropartite’ della durata di quindici minuti. Tenendo presente questo, ma anche consapevole delle tre impegnative trasferte che attendono l’Atlético de Madrid in soli dieci giorni (contro FC Barcelona, Athletic e PSV Eindhoven), che potrebbero influenzare significativamente le sue possibilità di competere per LaLiga e accedere al Top-8 della Champions, il Cholo ha preparato una strategia per l’incontro attuale, ma con uno sguardo rivolto anche al futuro.
Ha optato per delle rotazioni, coinvolgendo giocatori che avevano bisogno di mettersi in mostra, e alcuni di loro hanno risposto positivamente, preparando al contempo i titolari che giocheranno al Camp Nou. Questo approccio tattico ha permesso all’Atlético di risparmiare energie in vista delle sfide imminenti.
Due gol di Sortloth nei primi venticinque minuti hanno definitivamente indirizzato la partita a favore di un Atlético che ha affrontato un Real Oviedo molto difensivo, in cerca di punti vitali per la salvezza. La partita è cominciata con un Oviedo che si è schierato ben arretrato, mentre l’Atlético esercitava un’intensa pressione per evitare complicazioni.
Il Cholo ha apportato modifiche significative alla formazione, schierando giocatori meno utilizzati nell’ultimo periodo. L’Atlético ha avuto una chiara occasione nei primi otto minuti, grazie a un lungo passaggio di Clément Lenglet per Alexander Sorloth, simile a quello che Hancko aveva fornito nel primo incontro stagionale contro l’Elche. Il norvegese ha lottato con un difensore, che è caduto, e si è trovato di fronte a Aarón Escandell, anche se non con il miglior angolo possibile.
L’Atletico, in avvio di gara, mostrava un dominanza evidente, con la squadra di Simeone che creava occasioni in serie. Durante i primi minuti, un attaccante cercava di segnare mandando il pallone contro il portiere avversario, mentre il suo compagno Griezmann si trovava completamente libero al secondo palo. Il francese lo rimproverava, alzando le braccia in segno di frustrazione. Pochi istanti dopo, una combinazione tra i giocatori portava a una chance in cui il norvegese notava il movimento di Gallagher, ma il suo tiro terminava anch’esso tra le braccia del portiere.
Sorloth sembrava protagonista in questi frangenti iniziali: con un colpo di testa su un corner, si dimostrava sempre presente, ma il suo tentativo si alzava oltre la traversa. Questo avvio di partita vedeva il “Sicario” particolarmente attivo, la versione più desiderata di lui, ma se continuasse così per tutta la partita, potrebbe essere conteso tra i migliori attaccanti a livello globale. Tuttavia, la sua inconsistenza in altri momenti lo aveva trattenuto. Fortunatamente per l’Atletico e soprattutto per Simeone, in vista dell’imminente incontro contro il FC Barcelona, Sorloth era in grande forma. Al 16esimo minuto, dopo una discesa di Hancko sulla sinistra, il norvegese riceveva un assist per segnare una rete facile. La sinergia tra Hancko e Sorloth si stava rivelando fondamentale per gli attacchi dell’Atletico in questo primo tempo. Poi, al 19′, il “Sicario” andava vicinissimo a realizzare il secondo gol con un potente tiro che sfiorava l’incrocio, e non doveva attendere molto per apporre la sua firma su un eventuale doppio.
Il passaggio di Hancko ha trovato il norvegese, il quale ha tirato colpendo direttamente David Costas, e il rimbalzo è finito poi sui piedi del ‘9’ rossoblù, che ha spedito la palla in rete. In appena 25 minuti, lo scandinavo aveva eguagliato il numero di gol segnati in 18 partite precedenti. Con il punteggio di 2-0, l’Atlético ha cominciato a gestire le forze, in vista delle prossime sfide contro Barça e Athletic in trasferta, mentre il Real Oviedo cercava di avvicinarsi alla porta di Oblak. Questo grazie a un Cazorla in grande forma, che ha mostrato tutte le sue qualità. Innanzitutto, ha servito un pallone per Viñas, che hanno costretto il portiere rivale a parare; successivamente, ha messo in moto un Hassan, ma quest’ultimo ha tirato troppo alto.
NEL SECONDO TEMPO La seconda metà ha continuato l’andamento di quanto visto nella parte finale del primo tempo. L’Atlético ha gestito il gioco, contenendo gli sforzi, mentre l’Oviedo si è spinto in avanti, anche se senza concretezza. Alcuni tiri da lontano, non incisivi; un paio di situazioni da palla ferma. Nulla di realmente preoccupante per una squadra rossoblù che ha iniziato a fare dei cambi per consentire a qualche giocatore di riposare. Giuliano ha preso il posto di Baena, e dopo quindici minuti, sono entrati Julián Álvarez e Pablo Barrios. Griezmann e Sorloth sono stati sostituiti, con quest’ultimo che aveva creato l’unica opportunità degna di nota, con un tiro alto dalla distanza, fino al 65’. Poco dopo, l’Atlético ha ripreso a farsi vedere di più nella metà campo avversaria, senza però forzare il gioco. Nonostante ciò, hanno avuto possibilità di segnare ulteriori reti, con occasioni nette per Gallagher e Giuliano.

