Il tempo sta per scadere per Bordalás al Getafe

José Bordalás si trova a un bivio nel Getafe. La situazione attuale del club non sembra favorevole per avviare un dialogo con il presidente Ángel Torres riguardo al rinnovo del suo contratto, in scadenza a giugno 2026. Segnali indicano che il suo periodo alla guida della squadra è più vicino alla conclusione che a una prosecuzione, soprattutto alla luce delle difficoltà nel gestire una rosa limitata e poco attrezzata.

La sconfitta di venerdì contro la Real Sociedad (1-2), con un gol di Mikel Aramburu al 96°, ha messo in evidenza l’umore cupo di Bordalás. Sembra esausto dalla situazione della sua squadra e chiaramente sopraffatto da un contesto difficile da controllare: le sue parole hanno rivelato che l’epilogo della sua seconda, e probabilmente ultima, esperienza con il club è imminente.

“Sono triste, non abbattuto. Questa è la realtà. Non merito quanto sta accadendo. Sono un allenatore riconosciuto per far rendere al meglio le mie squadre. Ma come un pastello, quando lo affili, alla fine non rimane più nulla. Il pastello è finito, non ne abbiamo più.

Non meriterei questo, e non lo desidererei nemmeno per gli altri.”

Una situazione difficile da gestire
Fino dall’inizio della stagione, Bordalás ha dovuto affrontare la sfida di gestire una rosa molto ristretta: dispone solo di 20 giocatori con contratto su un massimo di 25, una situazione unica nella categoria. Inoltre, nelle prime tre giornate di campionato, non è riuscito a registrare cinque calciatori a causa dei vincoli salariali, che comprendevano Kiko Femenía, Neyou, Sancris, Javi Muñoz, Juanmi e Abqar.

Nonostante le difficoltà, il Getafe è riuscito a ottenere risultati positivi, conquistando sei punti su nove possibili grazie alle vittorie contro il Celta (0-2) e il Sevilla (1-2). Questi successi hanno contribuito a mantenere la squadra in una posizione mitigata in classifica, mentre il prestito di Christantus Uche al Crystal Palace, che in quel periodo era il giocatore migliore del team, ha consentito l’utilizzo di calciatori che altrimenti sarebbero stati inutilizzati.

Tuttavia, la rosa era costruita in modo incerto, e ogni assenza poteva compromettere le scelte di formazione. Bordalás ha dovuto adattare la squadra durante tutta la prima metà di stagione per far fronte a infortuni e squalifiche. La situazione è arrivata a un punto critico nella partita contro la Real Sociedad, quando sei giocatori erano indisponibili (Borja Mayoral, Davinchi, Kamara, Abqar, Djené e Duarte), tutti difensori centrali.

Il tecnico è stato costretto a includere nella lista dei convocati otto elementi dalla squadra B. Nel corso della partita, ha schierato due terzini, Juan Iglesias e Nyom, come difensori centrali, e ha fatto esordire un giovane del vivaio, Mestanza, a centrocampo, mentre in attacco ha schierato Mario Martín, un centrocampista, come punta. Questa situazione ha superato le normali strategie tattiche e ha toccato il livello della pura sopravvivenza.

Per quanto riguarda i rinforzi, non si vede traccia. Il Getafe sta affrontando delle difficoltà nel mercato, soprattutto perché i 20 milioni che dovrebbe incassare da Uche sono ancora in sospeso. La vendita al Crystal Palace potrà concretizzarsi solo se il giocatore scenderà in campo come titolare in dieci occasioni, un obiettivo che al momento sembra lontano. Inoltre, pare che il Crystal Palace non sia intenzionato a riscattare il calciatore nigeriano al termine della stagione.

Senza quel denaro, le finanze non tornano; LaLiga è severa riguardo ai limiti salarali. Tuttavia, esiste una piccola possibilità di ottimismo. Le due parti si sono incontrate questa settimana e, se ci saranno delle cessioni di giocatori con ingaggi elevati, potrebbero arrivare nuove forze in squadra. Juanmi, Neyou e Duarte sono tra i nomi che potrebbero lasciare il club, facendo spazio a potenziali acquisti come Dani Rodríguez o il ‘Chimy’ Ávila.

Al momento, però, tutto questo è solo un’ipotesi e il tempo passa mentre il Getafe continua a soffrire. Pur trovandosi a metà classifica grazie a un buon inizio di stagione, le sensazioni sono poco incoraggianti. La squadra appare stanca, Bordalás sembra aver esaurito le sue risorse e c’è una differenza sostanziale tra ottenere buoni risultati e rendere quella condizione una costante.

È palpabile la sensazione di una fase che si avvia alla conclusione. Bordalás, l’allenatore che ha portato il Getafe in prima divisione e lo ha mantenuto lì in sei occasioni, oltre a far brillare il suo nome in Europa, sembra aver raggiunto il limite delle sue potenzialità e di ciò che il club può offrirgli.

In aggiunta, cinque giocatori vedranno scadere il contratto a giugno. Soria, Djené, Juan Iglesias, Diego Rico e il già menzionato Duarte stanno aspettando notizie riguardo a un possibile rinnovo. I primi tre hanno fatto il loro percorso calcistico sotto la guida di Bordalás. Djené è al Getafe da nove anni, Soria da otto e Iglesias da sette. Come il loro allenatore, anche loro sembrano essere parte di un’epoca che si sta spegnendo.

Inoltre, c’è l’incertezza riguardo ad altri due elementi fondamentali, Mauro Arambarri e Luis Milla, tra i giocatori più preziosi della rosa. Sebbene abbiano contratto fino oltre il 2026, il Getafe ha l’abitudine di cedere uno dei suoi atleti più importanti ogni stagione per fare cassa. Questo è già accaduto con Alderete, Enes Ünal e Mathías Olivera. Se il club desidera generare entrate, il momento propizio è adesso.

Con tutte queste incertezze, compreso il nome dell’allenatore, il futuro del Getafe rimane ambiguo. La squadra vive di risultati straordinari quasi ogni weekend, ma ciò non sempre implica sucesso. Bordalás si impegnerà al massimo per preservare la sua squadra, tuttavia sembra che la sua avventura con il Getafe stia per giungere al capolinea. Qualsiasi cosa potrebbe succedere, ma non molto tempo fa, durante il periodo natalizio, ha risposto al presidente quando questo ha scherzato dicendo che il suo allenatore non parlava l’inglese: “Volevo far sapere che sia il mio staff che io ci esprimiamo in inglese”. Questa potrebbe non essere solo una semplice storia. La Premier League rappresenterebbe una meta interessante se il suo percorso al Getafe dovesse concludersi a giugno. Infatti, quando non ci sono più possibilità, può essere il momento di iniziare una nuova avventura altrove.

“Si sono affacciati nomi che sono tutti falsi.”

Echeverri fa il suo debutto a Montilivi!