La richiesta di Míchel nasce dalla sua ferma convinzione

Míchel ha trovato la sua soluzione nel terreno di gioco. Quando le critiche aumentavano intorno a lui e la sua permanenza veniva messa in discussione da alcune fonti esterne, l’allenatore del Rayo Vallecano ha scelto di seguire una linea coerente con il suo percorso: mantenere la serenità, persistere nelle sue idee e fidarsi del lavoro svolto.

Fino ad ora, il tempo sembra dimostrare che ha ragione. Il Girona ha trionfato in tre delle ultime quattro gare e, oltre ai risultati, ha mostrato un miglioramento evidente nel proprio gioco. La squadra compete meglio, si riconosce nel proprio stile e comunica una sicurezza che all’inizio della stagione sembrava lontana.

Questo cambiamento non è derivato da un cambiamento radicale nella tattica né da una rinuncia alla filosofia che ha portato il club a storici traguardi, ma piuttosto da un adattamento più attento alle esigenze attuali. All’interno del club non è mai stata presa in considerazione la sua espulsione, nemmeno nei momenti più difficili.

La fiducia in Míchel è stata totale e costante, con la convinzione di avere colui che è il miglior leader per il progetto. Questa stabilità istituzionale si è rivelata fondamentale per superare una crisi che, in altre circostanze, avrebbe potuto avere esiti diversi. Anche il gruppo di giocatori ha continuato a credere. Infatti, coloro che hanno scelto di rimanere e proseguire lungo il cammino stabilito hanno capito che la via d’uscita era stringere i ranghi. La squadra ha risposto con impegno, migliorando un’immagine che aveva sollevato molteplici interrogativi nella prima parte del campionato. Oggi, il club catalano si presenta come un insieme emotivamente più solido, in grado di gestire risultati e situazioni difficili. Míchel stesso è stato il primo ad ammettere i suoi errori. Ha riconosciuto di aver “sbagliato” nelle prime cinque partite, un esercizio di autocritica in un ambiente dove la pressione tende a generare silenzio o scuse.

Il tecnico ha riconosciuto di aver prestato maggiore attenzione al gioco piuttosto che alle esigenze individuali dei giocatori, un pensiero che ha segnato un cambiamento importante nella sua gestione quotidiana. Da quel momento, la sua gestione è diventata più umana e meno focalizzata solo sulla tattica. Ha iniziato a prestare più attenzione, a essere più presente e a interpretare meglio i diversi momenti della partita. Sebbene lo stile di gioco sia rimasto invariato, la sua metodologia per raggiungerlo ha subito delle modifiche. Questa sintesi ha permesso alla squadra di rientrare in competizione con una propria identità senza esporsi eccessivamente, un problema che aveva afflitto il Girona in passato. Anche Montilivi ha avuto un ruolo significativo: i tifosi, esigenti ma leali, sono stati al fianco della squadra nei momenti di bisogno, comprendendo che l’uscita dalla crisi doveva avvenire in modo collettivo. L’atmosfera recente all’interno dello stadio ha rafforzato il senso di unità, un elemento sempre distintivo nei periodi di successo del club. La rivendicazione di Míchel non intende essere una manifestazione pubblica né una festa anticipata. Si tratta di un processo silenzioso, fondato sulla coerenza e sul lavoro quotidiano. Il percorso è ancora lungo e la stagione non è conclusa, ma il Girona ha superato la sensazione di smarrimento. In questo nuovo corso, la figura dell’allenatore appare rafforzata, rimanendo fedele a un’idea che ha sempre sostenuto, anche quando tutto sembrava spingerlo verso direzioni opposte.

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