Il mercato immobiliare di Milano: opportunità per gli investitori nel 2026
1. Dove siamo: il quadro attuale
Milano resta il motore del mattone in Italia. I report OMI e Nomisma aggiornati al 2025 mostrano un ritorno graduale ai volumi pre‑crisi, nonostante le tensioni sui tassi e l’onda lunga della pandemia.
La domanda è solida soprattutto per abitazioni di fascia alta e per immobili a reddito: non tanto un boom improvviso, quanto una ripresa misurata e diffusa, con compravendite in aumento nei segmenti più richiesti.
Il centro cittadino mantiene stabilità nei trasferimenti; però la periferia sta guadagnando terreno.
Prezzi più contenuti, metrature maggiori e spazi pensati per lo smart working attirano famiglie e professionisti. Contano poi sempre di più le connessioni: chi sceglie un immobile guarda alla vicinanza ai nodi di trasporto e ai servizi quotidiani, perché oggi la praticità pesa tanto quanto la posizione “di prestigio”.
Per gli investitori il criterio dominante è la prevedibilità del rendimento. Il mattone continua a essere un rifugio parziale del capitale, ma l’attenzione si concentra su asset che offrono cash flow sostenibile o margini di rivalutazione in contesti ben serviti. Le mosse future dipenderanno molto dall’andamento dei tassi e dal costo dell’energia.
2. Aree e tipologie con maggior appeal
Le microaree fanno la differenza a Milano. Per chi cerca lusso o affitti brevi, Centro Storico, Brera e i Navigli restano irrinunciabili; Garibaldi‑Porta Nuova è il primo porto per domanda corporate e progetti di nuova generazione. Zone come Lambrate e Città Studi sono invece più indicate per studentati, giovani professionisti e soluzioni condivise.
Tipologicamente, la richiesta privilegia appartamenti di fascia medio‑alta con finiture moderne, piccoli edifici convertibili e unità pensate per locazioni flessibili. I prodotti che si vendono meglio sono quelli che permettono di ottimizzare ricavi operativi e offrono margini di rivalutazione nel medio periodo.
3. Prezzi, rendimenti e leve di investimento
Nei quartieri centrali la crescita dei prezzi è moderata ma costante; nelle aree riqualificate si osservano invece rivalutazioni più rapide. Il cap rate rimane la metrica di riferimento: asset stabili in centro si collocano spesso tra il 3% e il 5%, mentre nelle periferie rigenerate i valori possono salire nel 5–7%, con maggior potenziale ma anche più volatilità.
Ogni investimento richiede una valutazione puntuale del rendimento atteso e della sostenibilità del cash flow. Calcolare il ROI, includere i costi di gestione e prevedere periodi di vuoto locativo non sono dettagli trascurabili: sono passaggi che condizionano la bontà dell’operazione.
4. Suggerimenti pratici per investire (consigli concreti)
Roberto Conti, professionista con vent’anni di esperienza sul mercato milanese, consiglia un approccio pragmatico e basato sui numeri. Alcuni punti chiave:
– Definire chiaramente l’obiettivo: flusso di cassa immediato o rivalutazione del capitale. – Confrontare i cap rate del segmento scelto e verificare i canoni comparabili locali. – Mettere in conto tempi e costi di ristrutturazione; prevedere un buffer per imprevisti e permessi. – Considerare la fiscalità e simulare scenari di stress (vacanze locative, aumento dei costi operativi). – Privilegiare immobili vicini a servizi, trasporti e poli di lavoro per ridurre il rischio di sfitto. – Aggiornare periodicamente le valutazioni con i report OMI e studi di mercato per rivedere le strategie di uscita.
5. Cosa aspettarsi nel biennio 2026–2029
Per il quadriennio 2026–2029 si prospetta una sostanziale stabilità dei prezzi a livello nazionale, ma con forti differenze tra microaree milanesi. Le zone interessate da progetti di rigenerazione urbana o da potenziamenti infrastrutturali tenderanno a registrare le maggiori rivalutazioni. L’aumento dei tassi impatterà sul costo del debito e sui cap rate: chi ha liquidità disponibile o usa la leva in modo prudente avrà un vantaggio competitivo. In questo contesto, selettività e pianificazione diventano elementi decisivi per ottenere un ritorno solido nel medio termine.
6. Check‑list rapida per l’investitore
– Obiettivo: rendimento corrente o rivalutazione? – Cap rate: confronto con il segment medio e stime realistiche di affitto. – Ristrutturazione: tempi, costi e margine per imprevisti. – Microzona: accessibilità, servizi, vincoli urbanistici. – Piano finanziario/fiscale: scenari di stress e limiti alla leva. Chi investe oggi deve scegliere con cura il contesto, basarsi sui numeri e prevedere soluzioni flessibili per affrontare l’incertezza dei prossimi anni.