Gp della Thailandia 2026: tutto sul via del mondiale Moto2 a Buriram

Il mondiale Moto2 2026 si apre a Buriram: programma del weekend, informazioni su come vedere la gara e i punti chiave del calendario stagionale

Moto2 2026 comincia in Thailandia: Buriram ospita il primo Gran Premio, in programma nel weekend dal 27 febbraio al 1° marzo. La gara della classe si correrà domenica 1° marzo alle 7:15 locali e prevede 22 giri sul circuito thailandese.

La partenza dalla Thailandia sostituisce l’apertura tradizionale in Qatar, resa difficoltosa quest’anno dal periodo del Ramadan: una scelta che influisce su calendari, finestre TV e sulle strategie logistiche dei team.

Come si svolge il weekend
Il format resta quello noto: prove libere, qualifiche, Sprint del sabato e la gara domenicale.

A Buriram la distanza della gara Moto2 è stata fissata a 22 giri e la partenza mattutina alle 7:15 impone ai team di considerare temperatura dell’asfalto e programmi di lavoro ben precisi durante il warm‑up. Sul tracciato, caratterizzato da curve veloci e brevi rettilinei, assetti, mappature motore e gestione gomme peseranno molto sulle prestazioni.

Punti tecnici da tenere d’occhio
Buriram premia equilibrio tra stabilità in frenata e trazione in uscita. Nei turni di prova i team cercheranno il compromesso giusto tra velocità di punta e controllo nelle staccate più decise: piccoli aggiustamenti di geometria e set‑up possono cambiare drasticamente il comportamento del posteriore. Con lo Sprint del sabato in calendario, la gestione degli pneumatici diventa ancora più strategica: risorse limitate tra prove, Sprint e gara obbligano a scelte oculate su mescole e consumo.

Vantaggi e criticità dell’apertura a Buriram
Dal punto di vista climatico Buriram offre condizioni calde e secche, ideali per programmare i test gomme e ridurre incertezze meteorologiche. Sul piano logistico però lo slittamento dall’apertura in Medio Oriente comporta movimenti diversi per mezzi e materiali, che i team dovranno assorbire nei primi trasferimenti della stagione. Anche i broadcaster hanno dovuto rivedere le proprie finestre: il fuso orario thailandese ha ripercussioni sull’audience e sui ricavi pubblicitari.

Cosa faranno i team nelle prime gare
Le prime prove ufficiali serviranno a validare soluzioni ripetibili per la stagione: telemetria, mappe motore e strategie di consumo verranno confrontate in condizioni di gara reali. I dati raccolti a Buriram guideranno gli aggiornamenti su elettronica e aerodinamica in vista dei circuiti successivi, permettendo ai team di pianificare interventi mirati sulle power unit e sui sistemi di controllo.

Il contesto di calendario e mercato
Il Motomondiale 2026 conta 22 Gran Premi e, grazie alle Sprint del sabato, complessivamente 44 gare tra weekend e gare supplementari. La scelta di aprire in Asia ribadisce l’importanza commerciale del continente: eventi in questa area amplificano visibilità e opportunità di sponsorizzazione, mentre la riduzione delle aperture in Medio Oriente ridistribuisce equilibri commerciali e logistici all’interno del calendario. L’Europa resta comunque il cuore del campionato, con 14 GP; la Spagna conserva quattro tappe e l’Italia conferma Mugello (fine maggio) e Misano (inizio settembre).

Novità oltreoceano
Una delle modifiche più rilevanti riguarda il Sud America: Termas de Río Hondo in Argentina cede il posto al ritorno del Brasile, con la gara prevista a Goiania. L’obiettivo dell’organizzazione è mantenere continuità sportiva e logistica senza alterare il numero complessivo degli eventi.

Dove seguire la tappa
In Italia la copertura è affidata a Sky Sport, con il canale Sky Sport MotoGP (208) che trasmetterà prove, qualifiche, Sprint e gare. Gli abbonati potranno seguire l’intero weekend anche tramite SkyGo e NOW. TV8 trasmetterà in diretta le Sprint di ciascun round e ha confermato la diretta delle gare al Mugello e a Misano; per le altre prove in chiaro è prevista la differita. La combinazione di TV lineare e streaming offre diverse opzioni di visione per il pubblico.

Chi guardare a Buriram
I favoriti saranno i piloti e i team capaci di preservare gli pneumatici senza perdere ritmo: partenza aggressiva e controllo nel finale saranno spesso la chiave. Chi saprà sfruttare al meglio telemetria e sinergia tra ingegneri e pilota avrà un vantaggio competitivo nelle prime battute del campionato, perché i dati delle prime gare tendono a orientare le performance stagionali. Le buone impressioni raccolte in Thailandia daranno indicazioni importanti per l’evoluzione delle set‑up e delle strategie nei GP successivi.

Scritto da Marco TechExpert

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