Il primo blocco di test pre-stagionali della Formula 1 2026 si è svolto sul circuito di Sakhir, offrendo tre giornate ricche di dati utili per delineare il potenziale delle nuove monoposto. Dopo le prove in Spagna, i team hanno trovato condizioni più calde rispetto al passato, con temperature dell’aria tra i 25°C e i 33°C e un asfalto che ha raggiunto i 44°C, elementi che hanno influenzato comportamento e usura degli pneumatici.
In questa fase Pirelli ha fornito esclusivamente le mescole C1, C2 e C3, giudicate le più adatte all’asfalto abrasivo del Bahrain: l’obiettivo dei team è stato capire il degrado, la durata e la finestra di funzionamento delle gomme in vista della gara.
Complessivamente sono stati percorsi oltre 20.673 chilometri, un campione significativo per analisi telemetriche e simulazioni di gara.
Tre giornate, tre leader: la classifica dei tempi
La sessione ha mostrato una variabilità nelle prestazioni assolute: il giorno 1 dell’11 febbraio ha visto la McLaren di Lando Norris in vetta con un 1:34.669 segnato però su C2, mentre alcuni avversari cercavano il tempo con la più morbida C3.
Il giorno seguente, il 12 febbraio, è stata la Ferrari a rispondere con Charles Leclerc che ha fermato il cronometro sull’1:34.273 usando la C3, testimoniando il passo in avanti del Cavallino.
Il colpo di scena del terzo giorno
Venerdì la Mercedes ha chiuso la prima tranche imponendosi con una doppietta: Kimi Antonelli ha fatto segnare il miglior crono in 1:33.669, seguito dal compagno George Russell. Questo risultato ha ridisegnato le primissime gerarchie e confermato come le Frecce d’Argento possano celare parte del potenziale nei test, mentre il confronto tra i top team resta aperto.
Focus tecnico: gomme, power unit e gestione dell’energia
I tecnici hanno dedicato gran parte dell’attività a comprendere il fenomeno del graining e il comportamento termico degli pneumatici. L’aumento della componente elettrica nelle power unit ha modificato la dinamica di accelerazione, rendendo più probabile lo slittamento dell’asse posteriore in uscita di curva e il conseguente surriscaldamento della mescola. Questo nuovo equilibrio richiede ai piloti una calibrazione diversa nella gestione dell’acceleratore e in frenata, dove sono emersi ancora alcuni casi di blocco delle ruote.
Il ruolo delle power unit e del turbino
La power unit Ferrari 067/6, secondo osservatori, mostra un vantaggio nella reattività grazie al cosiddetto turbino, che riduce il ritardo nella risposta e potrebbe tradursi in partenze più efficaci dalla griglia. Questa caratteristica, abbinata a un bilanciamento aerodinamico che sembra avere migliorato l’usura delle gomme, rende la SF-26 una candidata credibile a giocarsi posizioni di rilievo nelle fasi iniziali delle gare, in particolare dove la gestione delle mescole sarà cruciale.
Implicazioni per Melbourne e scenario operativo
Con la gara inaugurale prevista a Melbourne l’8 marzo, quanto emerso a Sakhir sarà messo alla prova in condizioni di weekend di gara, con assetti definitivi, pressioni reali e strategie di qualifica e corsa. I team stanno già valutando la logistica: in un contesto geopolitico complesso alcune squadre hanno riorganizzato i voli per evitare aree interessate da chiusure degli spazi aerei, mostrando come la preparazione alla stagione vada oltre il semplice lavoro in pista.
La Ferrari, ad esempio, ha predisposto materiale e aggiornamenti per le prime gare del calendario e valuta l’utilizzo o meno di soluzioni aerodinamiche viste a Sakhir, come l’ala sperimentale denominata nelle discussioni tecniche. La decisione finale sui pacchetti da portare in Australia sarà presa dopo le prove libere, per non compromettere l’equilibrio utile alla gestione degli pneumatici.
Questa prima sessione di test chiude con oltre 20.000 km percorsi e molteplici questioni aperte: la competizione tra Mercedes, Ferrari e McLaren appare serrata, con le frecce d’argento leggermente in vantaggio sui tempi pur senza poter ancora trarre conclusioni definitive. I team avranno pochi giorni per esaminare i dati prima di tornare in pista a Sakhir per la seconda e ultima sessione di test, momento in cui Pirelli metterà a disposizione l’intera gamma di mescole (C1–C5) e si potrà affinare ulteriormente la comprensione delle prestazioni