La storia della vela: da mezzo di trasporto a sport olimpico

Una pratica dalle origini antichissime, nata per necessità, si è trasformata nel tempo in uno sport che ha appassionato prima i nobili e poi tutto il mondo: ripercorriamo la storia della vela.

Parlando di sport acquatici generalmente pensiamo in primo luogo al nuoto e ai suoi derivati. Ci sono anche discipline però che si praticano tramite l’ausilio di imbarcazioni che sfruttano gli elementi naturali come il vento per guadagnare velocità: è questo il caso della vela.

La storia della vela risale a tempi antichissimi, quando ancora veniva considerata semplicemente come un rapido mezzo di trasporto marittimo. Come si è sviluppata questa pratica dall’antichità ad oggi?

La storia della barca a vela

La barca a vela è uno dei primi mezzi di trasporto acquatico di cui possediamo testimonianze antiche. Issando una superficie di tela su un palo o direttamente sull’albero della barca, si otteneva una rapidissima imbarcazione che permetteva di spostarsi tra mari e fiumi sfruttando la forza del vento.

Il primo popolo che sfruttò ampiamente questa scoperta fu quello egizio nel lontano 4000 a.C., con imbarcazioni di canna di papiro. Anni dopo, anche greci, fenici ed arabi si servirono di queste imbarcazioni per i loro scopi commerciali e militari.

Al momento della loro invenzione, le vele erano di pochi tipi. La più comune era la vela quadra, che veniva issata sul pennoni e che permetteva un’andatura rapidissima quando il vento era a favore ma che rendeva impossibile la risalita.

Le prime vele latine, di forma triangolare, si sviluppano a partire dal IX secolo e affiancano fino al 1800 l’uso della vela quadra. Si arriverà poi in epoca moderna all’utilizzo di vele con maggiori capacità di risalita come:

  • Randa: vela principale che viene issata sull’albero maestro e che permette di navigare controvento.
  • Fiocco: più piccola della randa, è una vela di prua.
  • Spinnaker: stessa funzione del fiocco ma in tessuto molto più leggero.
  • Tormentina: sostituisce il fiocco in caso di burrasca, il suo tessuto robusto è più resistente e stabile.

La trasformazione in sport

Fu intorno alla metà del XVII secolo che il monarca inglese Carlo II, esiliato in Olanda, scoprì i veloci velieri olandesi (da loro denominati jachtship) usati per dare la caccia ai pirati proprio grazie alla velocità e all’agilità di spostamento che permettevano. Al suo ritorno in Inghilterra, il monarca portò con sè una di quelle imbarcazioni e se ne fece costruire una personale con la quale sfidò poi il Duca di York in quella che possiamo considerare la primissima regata tra Greenwich e Gravesend.

Si arriva così al 1715 quando nasce la prima competizione della storia della vela di età moderna, la Cumberland Regatta (che si tiene ancora oggi). Nel 1720 venne fondato anche il primissimo yacht club in Irlanda, il Water Club of the Cork Harbour, seguito poi anni dopo dal famoso Royal Yacht Squadron che contava 50 imbarcazioni in stanza e che nel 1826 indisse la Settimana di Cowes, un raduno nautico importantissimo. Per la prima competizione internazionale bisognerà invece aspettare il 1851 quando nascerà la Coppa delle Cento Ghinee, oggi riconosciuta come Coppa America.

royal yacht squadron

Il regolamento

Fino alla fine dell’800 le competizioni seguivano sempre regole diverse, basate sulle scelte fatte per l’occasione dallo yacht club che le organizzava. Il primo Yachting Congress si tenne nel 1868 tra 14 club nautici con lo scopo di stabilire regole comuni a tutti che però, a causa delle numerose critiche ricevute, non si adottarono. Nel 1875 i tre yachting clubs inglesi più famosi diedero vita allo Yacht Racing Association, che stabilì regole comuni applicabili a tutte le acque inglesi.

Il fatto che fino a quel momento della storia della vela esistessero tre sistemi metrici differenti tra Inghilterra, Nord America e nel resto d’Europa rendeva più difficili le competizioni internazionali; fu per questo convocata una Conferenza internazionale sulla misurazione delle imbarcazioni veliche a Londra nel 1906, che pose la base per la costituzione dell’International Yacht Racing Union e per l’adozione di un regolamento internazionale di regata. Nel 1996, il nome dell’unione cambia in Federazione Internazionale della Vela (ISAF) e dal momento del congresso, la vela diventa sport olimpico.

Le regole stabilite valgono ancora oggi e si occupano principalmente di definire chi ha il diritto di rotta sugli altri e come rispondere a queste precedenze. In più, tramite il regolamento il giudice di regata può decretare quali penalità affidare ad una squadra e se squalificare qualcuno.

Le regate

Le competizioni (regate) sono composte da percorsi segnalati da boe galleggianti che vengono vinte da chi le completa nel minor tempo possibile. Per vincere bisogna conoscere bene i venti, le corrette tecniche di utilizzo delle vele e le caratteristiche della propria imbarcazione. Le regate sono principalmente di due tipi:

  • Regate costiere: si possono svolgere sia in mare che in acqua dolce, sono più brevi di quelle di altura e prevedono la navigazione entro un percorso stabilito in un campo di regata (usando boe e segnalazioni). Uno dei percorsi più diffusi è quello del quadrilatero olimpico, che prevede tratti controvento e non. Può essere svolto da solo due imbarcazioni (match race) o a squadre.
  • Regate di altura: prevedono un campo di regata molto ampio, definito dalle caratteristiche tipiche della zona in cui si svolge la regata (presenza di scogli, isolotti ecc.). Sono in genere molto lunghe e infatti prevedono spesso degli scali. Si possono svolgere individualmente, in coppia o in squadra.

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