Tokyo 2020, Azzi elogia la forza di Bebe Vio e della scherma paralimpica azzurra

"Ripartiamo così, nella marcia verso Parigi 2024", ha detto il Presidente della FIS.

Una medaglia d’oro e una d’argento: questo è il bottino della scherma italiana alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. La prima l’ha conquistata nel fioretto femminile categoria B la straordinaria Bebe Vio, la seconda è arrivata dal fioretto femminile a squadre grazie al terzetto composto da Andreea Mogos, Loredana Trigilia e la stessa Vio.

Ancora meglio di Rio 2016, dove la spedizione azzurra aveva ottenuto in questa disciplina due podi, un primo posto per Bebe e un terzo posto per la squadra del fioretto femminile.

“Bebe è stata fantastica”, ha raccontato Paolo Azzi, il presidente della Federazione Italiana Scherma, a conclusione del programma della scherma a Tokyo 2020.

“Ha affrontato i seri problemi fisici avuti prima di queste Paralimpiadi con il coraggio e la determinazione che la rendono una persona speciale oltre che una fuoriclasse in pedana, e noi come Federazione siamo orgogliosi e felici d’averla supportata e accompagnata in questo percorso che solo a chi non conosce davvero Bebe sembrava impossibile.

Certo, è stata dura e se questa strada è stata percorsa sino al traguardo devo ringraziare lei, la sua famiglia e tutto il team federale che ha lavorato duramente, con un grande spirito di squadra: dai tre commissari tecnici agli sparring, passando per l’équipe medica e tutte le professionalità della FIS che sono state impegnate in questi mesi al fianco della Nazionale Paralimpica, perché ognuno ha fatto la propria parte in modo encomiabile, moltiplicando gli sforzi in vista di questo appuntamento”.

“L’attività paralimpica, per la Federazione Italiana Scherma, è ormai da anni parte integrante del nostro mondo, al pari di quella olimpica, ed è per questo che mi piace sottolineare come le gare di Tokyo, oltre a due splendide medaglie, ci abbiano regalato anche tante altre emozioni forti, in tutte le armi. Certo, rimane un pizzico di rammarico per il podio solo sfiorato in diverse occasioni: lo abbiamo sognato con Matteo Betti, che ha chiuso al quarto posto andando a un passo dal bronzo che avrebbe meritato, e poi con Emanuele Lambertini e Rossana Pasquino, rimasti sulla soglia dalle semifinali per una sola stoccata. Si sono fatti onore anche Edoardo Giordan e Marco Cima, dimostrando che la forza della scherma paralimpica azzurra è il gruppo”, ha aggiunto poi il Presidente della FIS riguardo le altre fantastiche prestazioni del team azzurro di schermidori nei cinque giorni di gare a Tokyo 2020. “Sì, abbiamo grandi individualità tecniche e umane che fanno squadra, creando alle loro spalle un movimento sempre più promettente, con tanti giovani, alcuni dei quali sono stati fondamentali nella fase di preparazione alle Paralimpiadi, decisi a emulare i propri compagni più affermati. Un plauso a tutti loro, che sono una leva per invogliare sempre più ragazzi a cimentarsi nella scherma paralimpica. Ripartiamo così, nella marcia verso Parigi 2024”.

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