Pau Gasol si ritira: “Cara pallacanestro, grazie di tutto”

A 41 anni e dopo 21 stagioni da professionista, Pau Gasol si ritira: "È una decisione difficile, ma meditata. Dovrò approfittare del cambiamento".

“Cara pallacanestro, grazie di tutto”: con queste parole affidate ai social network, Pau Gasol ha salutato il basket giocato.

Pau Gasol si ritira

Pau Gasol ha annunciato ufficialmente il suo ritiro durante una conferenza stampa organizzata al Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

“Mi ritiro dal basket pro. È una decisione difficile dopo tanti anni, ma anche una decisione meditata, che mi porta cambiamento e di cui dovrò approfittare”, ha dichiarato il cestista spagnolo.

Gasol ha parlato per oltre mezz’ora davanti a una sala gremita, pronta a supportarlo ogni volta che la commozione ha preso il sopravvento: del suo percorso nel basket, durato tutta la vita; dell’importanza di essere parte di una squadra, anche se sei il più bravo di tutti; del suo futuro, nel quale vuole “restituire allo sport e alla società tutto quello che mi hanno dato, perché quando sei un leader arrivano anche responsabilità che ti devi assumere”.

E ha già cominciato a farlo, come membro del Comitato olimpico internazionale eletto nella commissione atleti durante i Giochi di Tokyo, come ambasciatore del suo Barcellona, dove la sua carriera ha avuto inizio e fine, come presidente della sua fondazione.

21 anni da professionista

Fenomeno in campo e punto di riferimento per i compagni di squadra, Pau Gasol ha deciso di smettere a 41 anni e dopo 21 stagioni da professionista.

Partito da Barcellona, nel 2001 è approdato in Nba, a Memphis, come terza scelta assoluta al Draft. Rookie dell’anno nel 2002, nel 2008 è stato ceduto ai Lakers, dove ha vinto l’anello nel 2009 e nel 2010 dimostrando di essere uno dei migliori talenti in circolazione. Ha giocato anche a Chicago, San Antonio e Milwaukee: 1226 partite totali in 18 stagioni in Nba a 17,2 punti a gara, più 136 ai playoff a 15,4 di media.

Negli Stati Uniti ha chiuso a Portland a causa di un infortunio al piede che non voleva guarire. Ma si è rimesso in piedi per inseguire un ultimo traguardo, quello dell’Olimpiade di Tokyo, la quinta della sua leggendaria carriera. Miglior giocatore spagnolo di tutti i tempi, Gasol ha alzato il livello del basket del suo Paese: sotto la sua leadership, la nazionale ha vinto il mondiale del 2006, gli europei del 2009, 2011 e 2015, e tre medaglie olimpiche, d’argento nel 2008 e 2012, di bronzo nel 2016.

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Pau Gasol e il rapporto con Kobe

Ho vinto coppe e medaglie, ma la cosa più importante è sfruttare il momento, farlo con la gente a cui vuoi bene. È quello che farò d’ora in avanti, anche se provo a farlo da sempre. Voglio continuare a farlo Non è un addio ma un arrivederci. Si chiude la carriera di giocatore ma si aprono altre strade. Sono convinto che avrò altre chance di fare qualcosa di importante

Che, con la voce rotta per la commozione, ha voluto ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicini e che lo hanno aiutato a “cercare di essere il migliore, di continuare a migliorare senza pormi limiti e impedendo che me ne venissero messi”, come Marc, “il fratello minore che aveva la mia stessa passione ed era più convinto di me col basket, dove io andavo invece sempre con i piedi di piombo”.

Gasol ha anche ricordato l’ex compagno di squadra Kobe Bryant:

Mi piacerebbe molto che fosse qui. La vita è davvero ingiusta, Kobe ci manca tanto come sua figlia Gigi. Mi ha insegnato ad essere un leader migliore, cosa significasse veramente essere un vincente. Lo considero un fratello maggiore

Scritto da Federica Palman
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