Paolo Rossi, l’emozionante lettera della moglie

"Scrivo e piango, perché quel dolore è ancora fresco e non mi lascia respirare".

La moglie di Paolo Rossi Federica Cappelletti ha affidato a Sportweek una emozionante lettera in ricordo del marito scomparso.

“Sono stati attimi disumani, atroci, nei quali avevo in pugno la sua e la mia vita. Lasciarlo andare avrebbe significato non vedere più i suoi occhi, la sua bocca, i suoi capelli che ho tanto accarezzato, i suoi piedi gentili; avrebbe voluto dire non poterlo più toccare, non sentire più la sua voce rassicurante e la sua risata felice.

Così ho preso la sua mano e me la sono appoggiata sopra la testa, per sentire ancora una volta la sua protezione”.

“Scrivo e piango, perché quel dolore è ancora fresco e non mi lascia respirare. Ma in quel momento dovevo scegliere e ho scelto. Il sentimento d’amore ha prevalso sulla ragione e ha deciso per me, per noi, per la nostra famiglia. ‘Adesso vai’, gli ho sussurrato ancora, mentre percepivo persino il rumore dei suoi battiti.

Aveva paura, avevo paura, e non volevo lasciarlo andare. Ma non potevo più indugiare”.

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