Negli ultimi anni la discussione tra gli appassionati di ciclismo sulle modalità di classificazione nelle gare amatoriali è tornata centrale. Chi partecipa si interroga se mantenere le tradizionali categorie per età o introdurre una ridefinizione basata sulle categorie per livello di prestazione.
Il dibattito riguarda aspettative sportive, spirito agonistico e la gestione logistica delle manifestazioni.
Per chiarire orientamenti e priorità sono state analizzate le risposte di qualche migliaio di partecipanti a un sondaggio rivolto ai ciclisti amatoriali. I dati forniscono indicazioni utili per confrontare opinioni e scenari organizzativi.
Sul piano pratico, il calendario offre esempi concreti: la Granfondo Laigueglia, che apre la stagione su strada, rappresenta un caso emblematico in cui logistica, sicurezza e offerta di percorsi alternativi evidenziano le sfide di ogni cambiamento regolamentare. Inoltre, il confronto tra modello per età e modello per prestazione implica valutazioni su equità, competitività e attrattività degli eventi.
Il sondaggio: numeri, opzioni e risultato principale
Alla chiamata al voto sono state proposte tre opzioni: mantenere lo status quo con le categorie per età, introdurre categorie per livello di prestazione o eliminare le classifiche nelle granfondo e nelle gare amatoriali. La partecipazione ha superato alcune migliaia di risposte, con un tasso di adesione significativo tra gli iscritti. Il responso ha mostrato una prevalenza netta per una delle alternative proposte, mentre solo una minoranza ha scelto di abolire le classifiche. La scelta del campione indica che tra i partecipanti permane una forte domanda di agonismo sano e confronto competitivo, pur con divergenze sulle misure per tutelare equità e partecipazione.
Interpretare le preferenze
La netta prevalenza di una opzione indica che molti valutano ancora valido il sistema vigente o ritengono la transizione impraticabile con gli strumenti odierni. Chi propugna il passaggio alle categorie per livello sottolinea vantaggi organizzativi e sportive. Tra questi figurano gare più equilibrate e una migliore gestione delle griglie di partenza. I conservatori invece difendono il valore sociale e celebrativo delle fasce d’età, particolarmente nelle granfondo dove si mescolano agonisti e cicloturisti. Sul piano pratico la scelta implica scelte complesse per gli organizzatori, che dovranno bilanciare equità, partecipazione e sostenibilità delle gare. La questione resta centrale per le prossime consultazioni e per le decisioni sulle regole di classifica.
Pro e contro di cambiare approccio
La questione resta centrale per le prossime consultazioni e per le decisioni sulle regole di classifica. Una riforma verso le categorie per livello di prestazione mira a rendere le competizioni più equilibrate e a ridurre gli scarti iniziali tra i partecipanti.
I vantaggi includono una maggiore competitività all’interno di ciascun gruppo e start più omogenei, con minori sorprese nelle prime fasi di gara. Tuttavia, la transizione richiede criteri di valutazione trasparenti, sistemi di ranking affidabili e una fase transitoria per gestire le promozioni e le retrocessioni senza penalizzare i concorrenti già affermati nelle categorie per età.
In assenza di regole condivise, il rischio è di generare contestazioni e squilibri non previsti. Per questo motivo, gli organi tecnici dovranno definire parametri oggettivi di misurazione delle prestazioni e procedure di verifica dei risultati. Lo sviluppo di tali strumenti determinerà i tempi e l’accettazione della riforma da parte degli operatori e degli atleti.
Ostacoli pratici e culturali
Organizzativamente la transizione richiede aggiornamenti normativi, modifiche alle iscrizioni e al sistema di premiazione, oltre a campagne informative rivolte a operatori e atleti. Sul piano culturale molte società e praticanti associano la propria identità alle categorie per età; sostituirle con criteri basati sul livello di prestazione può apparire tecnico e rischiare esclusione se non accompagnato da strumenti di classificazione trasparenti. Lo sviluppo di tali strumenti determinerà i tempi e l’accettazione della riforma da parte degli operatori e degli atleti.
Quando l’organizzazione fa la differenza: il caso Granfondo Laigueglia
A seguito delle consultazioni federali e dei test sul campo, l’esperienza operativa della Granfondo Laigueglia offre elementi utili per valutare la fattibilità di nuovi modelli di gara. L’evento combina un percorso di 112 chilometri con 1.700 metri di dislivello pensato per essere tecnico e selettivo e proposte alternative per partecipanti meno orientati alla competizione.
La macchina organizzativa mette al centro la sicurezza. Controlli rigorosi, coordinamento con le forze dell’ordine e la presenza di numerosi volontari riducono i rischi e facilitano la gestione del traffico lungo il percorso. Questi fattori si confermano prioritari indipendentemente dal formato di classificazione adottato.
Per ampliare l’offerta, l’organizzazione propone anche la Gravel Experience, un percorso alternativo pensato per bici gravel e per partecipanti interessati all’aspetto ricreativo. La convivenza di percorsi con finalità diverse richiede piani logisitici distinti, dalla segnaletica alle stazioni di assistenza tecnica.
L’approccio operativo adottato a Laigueglia dimostra che la transizione organizzativa passa da norme chiare, test sul campo e investimenti nella formazione dei volontari. Il valore pratico di queste lezioni sarà determinante per eventuali estensioni del modello ad altre manifestazioni ciclistiche.
Proseguendo dall’esperienza operativa, l’integrazione delle attività collaterali emerge come elemento strategico per la tenuta dell’evento e la sua attrattività per pubblici diversi.
Le attività collaterali, quali l’area expo, la consegna dei pacchi gara e i momenti di aggregazione, contribuiscono a mantenere vivo il senso di comunità. Tale senso di comunità dovrà essere tutelato anche in caso di riforme regolamentari. La presenza di eventi collaterali e di percorsi alternativi può mitigare la polarizzazione tra agonisti e amatori, offrendo esperienze differenziate per esigenze diverse. Queste soluzioni favoriscono la partecipazione e migliorano la sostenibilità sociale dell’iniziativa.
Prossimi passi
Il sondaggio indica che organizzatori, federazioni e partecipanti devono avviare un confronto strutturato sull’organizzazione delle gare. La preferenza degli appassionati evidenzia un equilibrio tra l’innovazione delle categorie per livello e il valore sociale delle categorie per età.
Si ritiene necessario costituire tavoli di lavoro multilaterali per definire criteri condivisi e priorità operative. Questi gruppi dovrebbero coinvolgere rappresentanti tecnici, medici dello sport e delegati degli atleti.
Vanno inoltre predisposti progetti pilota in un numero limitato di competizioni per valutare gli effetti delle modifiche sul coinvolgimento, sulla equità agonistica e sulla sicurezza. I progetti pilota richiedono protocolli di monitoraggio chiari e indicatori misurabili di performance e partecipazione.
Infine è opportuno che i risultati delle sperimentazioni siano raccolti in report pubblici per agevolare decisioni informate e l’adozione di linee guida condivise a livello nazionale. La misurazione degli esiti definirà i passaggi successivi per eventuali estensioni del modello sperimentato.
Proseguendo dalla misurazione degli esiti, gli organizzatori dovranno rendere trasparente il processo di valutazione. I risultati delle sperimentazioni vanno documentati con report sintetici e indicatori condivisi.
Eventi come la Granfondo Laigueglia possono servire da laboratorio per testare varianti del format senza compromettere l’esperienza dei partecipanti. Il confronto tra federazioni, società organizzatrici e atleti determinerà eventuali estensioni del modello sperimentato e le relative condizioni operative.
La strada indicata prevede monitoraggio continuo, condivisione dei dati e verifiche periodiche degli impatti su equità e sostenibilità organizzativa. Il prossimo sviluppo atteso è la pubblicazione dei primi report di valutazione e l’avvio del confronto istituzionale sui criteri di adozione.