L’oviedismo in un momento critico: “Non siamo stati forse pronti per la categoria superiore”

La pianificazione della rosa del Real Oviedo per il suo ritorno in Prima Divisione è stata affrontata con un atteggiamento piuttosto pessimista, riflettendo l’andamento della stagione, che lo vede attualmente in ultima posizione con solo 12 reti segnate. Dopo il mercato invernale, durante il quale sono stati acquisiti tre nuovi calciatori, Agustín Lleida e Roberto Suárez, rispettivamente direttore generale e direttore sportivo, hanno affrontato i giornalisti.

Molti tifosi del club avvertono che le operazioni di mercato sono state orchestrate principalmente da lontano, senza un adeguato interesse per il mercato locale o europeo. I dirigenti hanno però spiegato di aver cercato di ingaggiare vari calciatori che però hanno rifiutato: “È deludente vedere tanti esterni che non giocano e non si considerano una possibilità né attrattivi”.

Hanno anche affermato di aver esaminato tutte le opzioni possibili: “La maggior parte ha preferito rimanere nei propri club. Se non posso prendere il giocatore che desidero, questo non partirà”. Di solito, il mercato invernale serve a migliorare la rosa iniziale, ma non hanno potuto garantire che le scelte fatte siano state efficaci: “Lo scopriremo solo col tempo.

Credo che la squadra abbia fatto dei progressi e nutriamo la speranza di continuare a farne”. L’Oviedo non ha utilizzato tutto il budget salariale a sua disposizione, una situazione insolita per chi si trova in fondo alla classifica, e hanno giustificato questo comportamento: “Sappiamo che il 60% delle squadre promosse torna in B al primo anno. Pianificare la possibilità di ritrovarci in questa situazione la prossima stagione era già nelle nostre previsioni”. Hanno fatto sapere di aver tentato di stipulare contratti che consentissero ai giocatori di svincolarsi in caso di retrocessione: “Per fortuna, non abbiamo le stesse spese di ammortamento di molte società che retrocedono”.

Nonostante abbiano affrontato il tema della Seconda Divisione con fermezza, hanno anche trasmesso un messaggio di unità attorno all’obiettivo: “Combatteremo fino all’ultimo con tutte le nostre forze per rimanere in Prima. Se dovesse accadere il contrario, desideriamo scendere con un certo vantaggio, non svantaggiati”. I tifosi hanno espresso da tempo le loro critiche sulla gestione del club e la dirigenza ha ammesso di aver commesso molti errori: “Ho chiesto scusa e lo ripeto ancora. Stiamo lavorando per garantire la stabilità dell’Oviedo in Prima. Non possiamo chiedere nulla ai tifosi, perché non siamo nella posizione di farlo”. Riguardo al modello del Gruppo Pachuca, hanno ribadito chiaramente: “Forse non eravamo pronti per la Prima Divisione. Abbiamo imparato e questo rappresenta un passo in avanti. Quando un club non gioca in Prima da 25 anni, non è possibile essere pronti dall’oggi al domani”. Si è anche discusso della struttura della direzione sportiva dell’Oviedo: “È evidente che salire con una squadra di sole due persone e mezza permette di monitorare il mercato spagnolo, ma non offre una visione approfondita di quello estero. Dobbiamo ampliare questa struttura e investire di più. La parte americana sarà sempre gestita da Pachuca da Messico.” Infine, riguardo all’ultima conferenza di Jesús Martínez, dove si è parlato del focus sull’Europa, hanno voluto chiarire le sue parole: “È preoccupato, è il principale interessato affinché tutto vada per il meglio. Si è discusso molto su quella sua affermazione, ma non pensava a qualificarsi per l’Europa, bensì a fissare un obiettivo futuro.”

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