Doha: Fils batte Mensik e ora sfida Alcaraz in finale Arthur Fils ha cancellato i dubbi con una vittoria solida su Jakub Mensik: 6-4 7-6 (7-4). Il francese affronterà in finale il numero uno del mondo, Carlos Alcaraz, che nel pomeriggio aveva superato Andrey rublev 7-6 (7-3) 6-4.
Il risultato assume un peso particolare perché Fils è tornato da poco in campo dopo una frattura da stress alla schiena: un recupero che, alla luce della sua età e del livello mostrato, impressiona.
Da dove arriva il ritorno Dopo l’infortunio al Roland Garros, il percorso di riabilitazione è stato lungo.
Fils è rientrato a Montpellier, dove ha raggiunto i quarti, poi è uscito al primo turno a Rotterdam contro Alex de Minaur. A Doha però è sembrato crescere giorno dopo giorno: più sicuro negli scambi lunghi, più lucido nei momenti chiave.
Lo staff ha inserito Goran Ivanisevic per portare esperienza e un punto di vista diverso.
L’aggiunta di un tecnico di spessore ha aiutato a mettere a punto dettagli tecnici e routine, senza stravolgere il lavoro fatto in precedenza. Più che numeri freddi, quello che conta è la sensazione: Fils dà l’idea di avere carburante ancora in serbatoio.
Testa e pazienza Il francese ha più volte sottolineato quanto la fase di stop gli abbia insegnato ad avere pazienza. Non è stata solo la riabilitazione fisica: rispetto, routine e concentrazione sono diventati pilastri del suo ritorno. Ha imparato a gestire la pressione punto dopo punto, senza cercare soluzioni facili.
La componente mentale è emersa anche in campo: nei momenti decisivi, Fils ha mantenuto calma e scelte semplici, evitando rischi inutili. Questa maturità è forse la vera sorpresa del torneo: un ragazzo giovane che sa controllare le emozioni di fronte a palle importanti.
La semifinale contro Mensik: ritmo e lucidità La partita contro Mensik è stata decisa da piccoli dettagli. Nel primo set Fils ha sfruttato i passaggi chiave per strappare il servizio e chiudere 6-4. Il secondo set è stato più altalenante e si è risolto al tie-break, dove la maggiore lucidità del francese ha fatto la differenza. Scelte conservative nei momenti topici, buona percentuale di prime palle e poche sbavature nei punti importanti: la vittoria è venuta così, punto dopo punto.
Da parte di Mensik si è visto qualche segno di stanchezza. Dopo il match contro Jannik Sinner aveva già accennato a fastidi al gluteo e alla schiena: quei problemi hanno limitato la mobilità e la capacità di sostenere gli scambi lunghi, favorendo il controllo di Fils nelle fasi decisive.
Cosa aspettarsi dalla finale La sfida con Alcaraz è l’incrocio tra il talento in ascesa e l’esperienza del campione. Alcaraz resta un avversario durissimo: combina potenza, mobilità e una grande varietà di soluzioni. Per Fils sarà la prova più limpida del suo stato attuale. Non necessariamente deve vincere: bastano ritmo, coraggio e la capacità di non spezzarsi nei momenti topici per uscire dal campo con indicazioni preziose.
La posta in palio per il circuito Una finale ATP 500 aumenta la visibilità e può dare slancio in classifica: per Fils sarebbe un’accelerazione importante, sia sul piano tecnico sia per la fiducia. Il risultato influenzerà la pianificazione delle prossime settimane, ma più immediatamente offrirà materiale di confronto per staff e preparatori, utili a calibrare carichi e riposo.
Implicazioni per il futuro Se confermerà la forma mostrata a Doha, Fils potrà guardare con ambizione alle prossime tappe della stagione. Il lavoro con il team tecnico, la gestione attenta degli sforzi e la continuità saranno fondamentali per trasformare questo momento positivo in una crescita duratura. La sfida con Alcaraz dirà molto sul suo reale livello: sarà un banco di prova per capire quanto il giovane francese possa tenere testa ai migliori nei grandi appuntamenti.