Nasce in Giappone la prima scuola di esports

Non solo pro players: la scuola di esports in Giappone nasce per formare figure qualificate.

L’Esports High School, una vera e propria scuola superiore, ma con un focus sul mondo del gaming. Un percorso triennale di studio dove gli studenti saranno impegnati nello studio di alcuni titoli esportivi e delle professioni legate al mondo delle competizioni videoludiche.

Grafici, programmatori, psicologi dello sport sono alcune delle professioni che possono essere intraprese dai nostri studenti. Non solo allenamento per migliorare le proprie skill in game ma anche un percorso per migliorare il proprio status psico-fisico.

Firmato Junichi Kazegawa (vice presidente NTT) e Masehiro Katagiri (GM Verdy Esports), rappresentanti delle due realtà che hanno finanziato il progetto.

NTT e Tokyo Verdy fondano la prima scuola di esports giapponese

La multinazionale NTT, colosso nipponico delle comunicazioni e la società calcistica giapponese Tokyo Verdy , militante in J2 del campionato nipponico, hanno deciso di investire sul progetto innovativo che vede al centro il mondo del gaming, non solo per diventare pro-player.

Un mondo di crescita e in continua evoluzione,, che assorbe migliaia di professionisti ogni anno e che richiede sempre nuove skills dei giovani addetti. Il progetto nasce su queste basi: scovare i talenti che possono avere successo a livello professionistico e creare una carriera per tutti quelli che amano il settore.

La crescita dei volumi di pubblico (e di fatturato) dell’industria del gaming , sta trainando da anni il settore dell’intrattenimento, e gli esports con tutto il loro entourage (leghe, tornei internazionali, team di pro-players che spuntano in ogni Paese) sono una delle locomotive .

Dalle celebrità internazionali alla prima scuola in Giappone

Dai tornei nazionali a prestigiose leghe, con tanto di celebrità ed ex giocatori che sono diventati giovani manager di start-up vincenti, “atleti” digitali che guadagnano milioni di dollari l’anno in premi e sponsorozzazioni, gli Esports continuano la crescita sia in termini di appassionati che di indotto. L’industria del gaming e quella dello sport lo hanno capito. NTT Esports (la divisione di gaming competitivo della compagnia di telecomunicazioni NTT) e Tokyo Verdy sono partiti per primi puntando su un progetto forte e a lunga scadenza.

La scuola selezionerà all’ingresso gli alunni più promettenti e li avvierà direttamente alla competizione in ambito videoludico ed eSport ma non solo: trasferirà le competenze necessarie per diventare professionisti nel settore del gaming, offrendo una preparazione tecnica di ampio respiro. Sarà centrale anche il tema dell’utilizzo responsabile dei videogiochi, con programmi specifici dedicati alla salute psico-fisica dei giovani giocatori. Aule multimediali, consolle di ultima generazione e tutta la tecnologia disponibile in termini di gaming sono a disposizione dei fortunati studenti del primo liceo esportivo del mondo.

L’Esports High School ha la sua sede proprio in uno dei quartieri meglio collegati e molto popolari in città: Shibuya a Tokyo. L’iniziativa nasce proprio nel paese che, tra manga ed anime, ha una grande tradizione nell’industria dell’intrattenimento videoludico, dove la popolarità degli esports ha contribuito ad aumentare il numero di appassionati in varie discipline.

Scritto da Giuseppe Di Palma
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