Grosjean, no alla 500 Miglia di Indianapolis

"Ho tre figli che a Sakhir - per due minuti e 45 secondi - hanno rischiato di perdere il loro padre".

Romain Grosjean ha tenuto una conferenza stampa online con la quale l’ex-pilota del team Haas in Formula Uno ha ufficializzato la svolta a stelle e strisce della sua carriera. Con delle debite eccezioni.

“Il livello della Indycar è ‘top’ ma soprattutto si tratta di competizione vera, qualcosa che mi è molto mancato negli anni recenti.

In Formula Uno, hai addirittura la sensazione di fare un campionato diverso rispetto alla Mercedes. Qui tutti hanno di base la stessa macchina e quindi identiche possibilità. Ed anche se le qualifiche vanno male oppure hai un problema ad inizio gara, tu come pilota puoi fare la differenza e lo stesso il team per quanto riguarda le strategie”.

“Su due ovali quest’anno non correrò: in Texas ed alla 500 Miglia di Indianapolis.

Mi piacerebbe vincere la Indy 500 ma quei due speedway presentano molti rischi ed a volte gli incidenti che vi accadono hanno conseguenze pesanti. Non dico che ci si debba per forza far male ma correre a stretto contatto ad oltre trecento all’ora è un rischio che eccede il mio limite attuale, dopo l’incidente in Bahrain. Se avessi venticinque anni e se non avessi figli, farei senza ombra di dubbio tutta la stagione.

Ma ho tre figli che a Sakhir – per due minuti e 45 secondi – hanno rischiato di perdere il loro padre. Ne ho la consapevolezza. Non posso rischiare che accada ancora e – a Indianapolis – puoi avere un brutto incidente. Generalmente i piloti se la cavano senza grosse conseguenze ma, quando vedi certe scene in tv, ti si blocca il respiro. La mia famiglia ci è già passata e non voglio che ci debba passare di nuovo”.

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