L’importanza dello sport nella fede cristiana: chi sono i Papi più sportivi

I Papi si schierano a favore dello sport da tempo ormai, ma quali sono quelli che hanno davvero reso lo sport parte integrante della loro vita?

Lo sport ha ottenuto con il tempo un ruolo di sempre maggior rilievo nella vita e nelle abitudini cristiane. Visto come comunione tra forza fisica e valori morali, è stato spesso il mezzo con cui la religione ha cercato di avvicinarsi ai giovani (riuscendoci).

I Papi, esempi di vita cristiana, un po’ a sorpresa si sono rivelati spesso esempi anche in questo ambito. Ma quali sono i Papi più sportivi della storia?

Chi sono i Papi più sportivi della storia

A partire dal 1905, quando a capo della Chiesa vi era Papa Pio X, lo sport è stato considerato come un modo per rendere l’uomo migliore. L’inventore dei giochi olimpici Pierre de Coubertin ricorda nelle sue memorie il disappunto con cui Papa Pio X si esprimeva nei confronti di quegli istituti cattolici che si schieravano contro la pratica sportiva.

Inoltre, il Papa spesso ospitò manifestazioni o esibizioni di giovani sportivi in Vaticano e nel 1911 ribadì il suo punto di vista dicendo:

Se oggi sussistono ancora dei dubbi, allora non mi resta che mettermi io stesso a fare esercizi, affinchè sia seguito il mio esempio.

Anche il suo successore, Papa Pio XI, fu uomo di sport.

Fin da giovane infatti amava scalare e arrampicare e fece parte di una delle prime cordate che riuscirono a scalare una parete del Monte Rosa. Due cime portano addirittura il suo nome, il “Picco Ratti” e la “Vetta Ratti”. La sua passione sportiva, lo portò a proclamare un santo come patrono degli alpinisti. Le sue orme furono seguite dal suo successore, Pio XII, che spesso nei suoi discorsi elogiò lo sport e incontrò anche i ciclisti del Giro d’Italia nel 1946.

Papa Giovanni XXIII

Papa Giovanni XXIII, fu il primo a incontrare gli atleti olimpici in Piazza San Pietro in occasione delle Olimpiadi di Roma, riconoscendo l’evento come un momento di pace e un simbolo di fratellanza tra i popoli. Il Papa sosteneva che nello sport trovino terreno fertile le virtù cristiane: tramite la disciplina si imparano l’obbedienza, l’umiltà e la rinuncia, nei rapporti di squadra si trova la fraternità e il rispetto.

Ma Giovanni XXIII non fu solo un sostenitore dello sport. Egli fu anche infatti un grande appassionato di ciclismo e si fece dare lezioni in Vaticano da niente di meno che da Gino Bartali, campione del ciclismo italiano e internazionale, definito dal precedente Papa un “magnifico atleta cristiano”.

Papa Giovanni Paolo II

Il Papa sportivo per eccellenza è stato Papa Giovanni Paolo II (Carol Wojtyla). Da giovane, prima di dedicare anima e corpo alla Chiesa, giocava a calcio come titolare nella squadra della sua città in Polonia nel ruolo di portiere. Una volta iniziata a seguire la sua vocazione lasciò il calcio ma non lo sport: praticò frequentemente infatti, anche durante gli anni del suo papato, kayak e sci (è famoso l’incontro con il presidente della Repubblica Sandro Pertini proprio sulle piste).

La sua passione per lo sport era tale che rivolse più di 120 discorsi al mondo sportivo, di cui due durante i Giubilei dello Sport nel 1984 e nel 2000. Chiede spesso di incontrare gli atleti dopo averli visti impegnati nelle loro gesta e fu proprio lui a inaugurare lo Stadio Olimpico in occasione dei Mondiali del 1990.

Papa Wojtyla era amante dello sport in tutti i suoi aspetti e lo elogiava anche in virtù della sua esperienza passata personale. Per lui lo sport doveva essere parte saliente della vita di ogni cristiano e diceva che:

È grande la responsabilità degli sportivi del mondo. Essi sono chiamati a fare dello sport un luogo di incontro e di dialogo, al di là di ogni barriera, razza e cultura. Lo sport può, infatti, recare un valido apporto alla pacifica intesa tra i popoli e contribuire all’affermarsi nel mondo della nuova civiltà dell’amore.

giovanni paolo II

Papa Francesco

Se Papa Giovanni Paolo II divenne famoso per la sua passione nel praticare sport, Papa Francesco lo è per la sua natura di tifoso. Da buon argentino tifa ancora per la sua squadra di casa, quella del San Lorenzo, e come Wojtyla (anche se non con lo stesso talento) da piccolo giocava in porta. Ricorda spesso delle Domeniche passate sugli spalti dello stadio a Buenos Aires e, quando incontrò i giocatori della squadra argentina nel 2013, discusse con loro un gol a cui aveva assistito nel 1946 da Pontoni.

Seguendo le orme di chi lo ha preceduto, Papa Francesco dedica molte attenzioni e dà una posizione di rilievo allo sport. Incoraggia i giovani a vivere la pratica sportiva come un momento di unità e solidarietà e a rendersi conto che dare il meglio di sé è un modo per avvicinarsi a Dio e per compiere un atto di gioia.

Recentemente Papa Francesco ha ricevuto e benedetto una canotta da basket arrivata dritta dall’America, un esempio di come il Papa voglia unire lo sport e le battaglie cristiane. La maglietta degli Atlanta Hawks è infatti dedicata a Martin Luther King (difensore dei diritti civili) e il Papa ha voluto riceverla per dimostrare il suo sostegno nei confronti della battaglia che i giocatori NBA stanno promuovendo, una battaglia di eguaglianza.

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