La storia delle Olimpiadi: dalla nascita ai giorni nostri

Ripercorriamo tutta la storia delle Olimpiadi: dalla celebrazione degli Dèi nell'antica Grecia, passando per la rinascita con Pierre de Coubertin e arrivando infine ai giorni nostri.

Se si pensa ai Giochi olimpici, inevitabilmente si pensa all’importante manifestazione che tutti noi conosciamo. Analizziamo però la storia delle Olimpiadi, una celebrazione nata moltissimo tempo fa.

Storia delle olimpiadi

I primi Giochi olimpici nascono in Grecia – più precisamente – ai piedi del monte Olimpo, la casa degli Dèi.

La prima manifestazione risale al 776 a.C. ed era considerata una celebrazione religiosa.

Inizialmente, i Giochi olimpici consistevano in un’unica gara di corsa, chiamata Stadion. In seguito, si aggiunsero altre discipline quali il pugilato e la lotta. Nel 708 a.C. ebbe inizio il pentathlon, una gara che comprendeva cinque discipline: la corsa, la lotta greca, il salto in lungo, il lancio del disco e quello del giavellotto.

La disciplina più impegnativa (e, di conseguenza, quelle più celebrata) era il pugilato. Quando uno dei due contendenti metteva al tappeto lo sfidante o lo faceva crollare al suolo per tre volte si decretava la fine dell’incontro. Solo nel 648 a.C. fu introdotto il pancrazio, una disciplina che integrava alla potenza del pugilato la tecnica e la “grazia” della lotta. Nello stesso anno cominciò ad avere luogo anche la corsa a cavallo, dando così più visibilità ai giochi olimpici.

I vincitori ricevevano in premio una corona di foglie di ulivo sacro e la cerimonia si concludeva con banchetti e festeggiamenti. Inoltre, grandi ricompense e onorificenze attendevano i campioni di ritorno dai giochi.

Oltre alla funzione religiosa, per tutta la durata dei giochi si stabiliva in tutta la Grecia la cosiddetta Tregua Sacra Olimpica. In questo periodo, ogni conflitto era sospeso e ogni guerra interrotta. Inoltre, i greci approfittavano di questo sistema per contare gli anni. Alle gare erano ammessi solo i greci appartenenti ad un ceto sociale elevato, esclusi dai giochi invece gli schiavi, i delinquenti e gli stranieri. In pratica, partecipavano solo coloro che potevano permettersi di dedicare risorse e tempo all’allenamento.

Strage di Tessalonica e fine delle Olimpiadi

Con l’avvento del cristianesimo, il fascino dei giochi olimpici e l’importanza religiosa persero gradualmente importanza. Infatti, quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell’impero romano, i padri della chiesa dimostrarono l’avversione verso i riti pagani. Nel 393 d.C., l’imperatore romano Teodosio I vietò le Olimpiadi, facendo leva sulla strage di Tessalonica avvenuta nel 390 d.C. Durante le gare di quell’edizione, infatti, scoppiò una rivolta antiromana alla quale l’imperatore rispose con il massacro dei 7 mila abitanti della città. Dopo circa 1000 anni dalla prima celebrazione, Teodosio I – dietro l’influenza del vescovo di Milano, il futuro Sant’Ambrogio – mise un punto (spoiler: non definitivo) alla storia delle Olimpiadi. In seguito, nel 426 d.C., l’imperatore Teodosio II ordinò la distruzione di tutti i templi e dei luoghi di culto pagani.

Pierre de Coubertin e la nuova storia delle Olimpiadi

Nel 1984, il barone francese Pierre de Coubertin convocò un congresso internazionale in cui propose la rinascita dei giochi olimpici, definendo lo sport un validissimo processo educativo. L’intento di de Coubertin era appunto quello di ripristinare le antiche Olimpiadi e la pace tra i popoli che accompagnava la loro celebrazione. La seconda prima edizione dei giochi olimpici ebbe luogo ad Atene nel 1986 e, come in passato, la manifestazione si sarebbe ripetuta con cadenza quadriennale.

Pierre de Coubertin introdusse un nuovo modo di concepire le Olimpiadi. Una visione che vedeva il risultato finale passare in secondo piano e lasciare spazio al sempre attuale detto “l’importante non è vincere, ma partecipare”.

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Olimpiadi moderne

La prima edizione delle Olimpiadi moderne fu un successo su tutta la linea. Alla manifestazione di Atene 1986 parteciparono circa 250 atleti, provenienti da 13 delle 21 nazioni che avevano aderito all’iniziativa. La Grecia chiese perciò l’autorizzazione di diventare il paese ospitante dei Giochi come lo era in passato. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), però, stabilì successivamente che le “Olimpiadi moderne” si sarebbero tenute ogni anno in una città differente, in quanto veicolo di pace ed unione tra i paesi. Infatti, secondo il nuovo regolamento, ai Giochi olimpici potevano partecipare gli atleti di tutto il mondo. Nel 1928, ai giochi olimpici di Amsterdam, furono introdotte per la prima volta le discipline di atletica e ginnastica femminile.

L’intento di Pierre de Coubertin e del Comitato Olimpico Internazionale, che tuttora di occupa dell’organizzazione dei Giochi olimpici, è appunto quello di riunire – grazie a queste manifestazioni – atleti di tutto il mondo, etnia e ceto sociale. I colori dei cinque cerchi concentrici che compongono il logo rispecchiano infatti i cinque continenti che compongono il globo terrestre: blu per l’Oceania, nero per l’Africa, rosso per l’America, giallo per l’Asia e verde per l’Europa.

Qualche interferenza

Nonostante i giochi olimpici rinacquero con l’intento di portare la pace fra le nazioni, ci furono alcuni avvenimenti che violarono i nobili principi delle manifestazioni ripristinate dal barone francese Pierre de Coubertin. Infatti, se nell’antica Grecia si interrompevano le guerre per partecipare alle Olimpiadi, ora sono i giochi olimpici a farsi da parte per lasciare la scena ai conflitti mondiali.

Nel 1916, le Olimpiadi di Berlino furono cancellate a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Stessa sorte, ma guerra diversa, capitò alle edizioni del 1940 e del 1944, le quali si sarebbero dovute tenere rispettivamente a Tokyo e a Londra. L’ultima interferenza con i Giochi olimpici ha avuto luogo quest’anno. Nel 2020 infatti, le Olimpiadi di Tokyo sono state cancellate – e posticipate al 2021 – a causa dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19.

Differenze analoghe

La differenza più evidente tra passato e presente si nota in termini di visibilità e spettacolo. Grazie all’evoluzione digitale, infatti, non solo si può facilmente differenziare le Olimpiadi moderne da quelle antiche, ma anche quelle moderne da quelle ancora più moderne.

Oltre, al sistema di premiazione e alle medaglie, esiste una differenza che ha senza dubbio un’accezione negativa e che minaccia il concetto di uguaglianza e solidarietà di cui sono intrise le Olimpiadi di de Coubertin, quella del doping. Nell’antica Grecia, infatti, l’assunzione di sostanze volte a migliorare le prestazioni fisiche non faceva gridare allo scandalo, in quanto non veniva reputata una pratica sleale.

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