Chi è Francis Ngannou: dal deserto del Sahara al titolo UFC

Dopo aver attraversato mezza Africa alla volta dell'Europa, arriva a Parigi dove inizia ad allenarsi come lottatore, ad oggi è campione UFC dei pesi massimi.

Francis Ngannou è il nuovo campione UFC nella categoria dei pesi massimi, sconfiggendo lo storico campione Stipe Miocic.

Chi è Francis Ngannou

Nato e cresciuto nel villaggio di Batiè nel 1986, in Camerun, a causa della povertà della famiglia comincia a lavorare in una cava di sabbia a 12 anni.

Dopo essere riuscito a rifiutare le avance di diverse bande di criminali, Ngannou continua a lavorare nella cava di sabbia fino a 17 anni.

Decide quindi di partire alla volta dell’Europa, ma il suo percorso intercontinentale non è certamente leggero e lineare. Finisce in Marocco dopo aver attraversato il deserto del Sahara e, dopo aver rischiato la vita nel deserto, decide di spingersi in Spagna. L’arrivo sulle coste andaluse coincide con i due mesi di reclusione che ne derivano per aver oltrepassato illegalmente il confine via mare.

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L’arrivo a Parigi

All’età di 26 anni, finalmente libero, arriva a Parigi con l’intenzione di diventare un pugile professionista.

Vive in povertà nella capitale francese fino all’agosto di 2013, quando entra finalmente nella palestra MMA Factory. Allenato e seguito da Dider Carmont e Fernand Lopez Owonyebe, disputa il suo primo incontro nel 2015.

Nel corso degli anni si conferma un ottimo lottatore, nonostante due dure sconfitte contro Derrick Lewis e Stipe Miocic. Ad oggi, vanta un record di 3 incontri persi e ben 16 vinti, l’ultimo di questi proprio contro Stipe Miocic che gli è valso il titolo di campione dei pesi massimi. Con un peso di 120 chili distribuiti su 193 centimetri di altezza, dei 16 incontri vinti ben 12 sono per knockout.

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Il titolo UFC

Il 27 marzo 2021, Ngannou corona il suo sogno vincendo il titolo UFC dei pesi massimi contro Stipe Miocic, che tre anni prima lo aveva battuto e “insegnato” una lezione lunga cinque round. Il primo round è di studio, Ngannou sembra essere maturato, è paziente e non attacca subito lo sfidante, lo studia. Dopo un minuto e quaranta della seconda ripresa, Miocic prova a cambiare passo puntando alla gamba destra di Ngannou, che però resiste e non si fa trascinare a terra. Ngannou si lascia scivolare, finendo col petto sulla schiena di Miocic e finendogli alle spalle in una frazione di secondo, da lì cambia la musica.

Ngannou colpisce la testa di Miocic ripetutamente e, quando lo sfidante si rialza, il camerunense gli arriva diretto al volto. Miocic si accascia e si rialza facendo leva sulla parete, ma Ngannou ha altri programmi. Ngannou incassa un gancio destro che altro non fa che dargli la carica per lasciar partire un gancio sinistro che stende Miocic. Questo è il momento in cui ci si è resi conto che il campione in carica aveva abdicato, e Ngannou sigilla la vittoria con un colpo a martello sul volto.

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Un esempio da tenere a mente

Francis Ngannou è fuggito da Batiè “verso Nord”, facendo i conti con la povertà e i pericoli che essa può comportare. Si è finto maliano per attraversare l’Algeria, ha bevuto acqua sporca e mangiato rovistando nella spazzatura. La polizia lo ha arrestato più volte e rispedito nel Sahara dove ha dovuto litigare con gli animali per un frutto marcio. Ha rischiato di morire per scavalcare la recinzione spinata che circoscrive Melilla, colonia spagnola in Marocco, e per farsi medicare è stato nuovamente arrestato. Le acque dello stretto di Gibilterra lo hanno visto passare ben 7 volte, una di queste a nuoto.

Francis Ngannou ha lasciato il Camerun perché non c’era una palestra dove potersi allenare per inseguire il suo sogno, e quando ha guadagnato abbastanza soldi è tornato in Camerun per aprirne una. Sì, perché per una persona su un milione che ce l’ha fatta, ci sono le restanti che rinunciano, o muoiono provandoci.

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