La storia della linguaccia di Alex del Piero: le origini della leggenda

Ripercorriamo la storia della linguaccia di Alex del Piero: dal derby d'Italia del 2006 all'addio alla vecchia signora, passando per la semifinale dei Mondiali 2006.

Il derby d’Italia tra Inter e Juventus è sempre stato scenario di grandi partite e una passerella di campioni. Tra gol ed esultanze, il 30 gennaio 2006 però cambiava qualcosa: entra nella storia la linguaccia di Alex del Piero.

La storia della linguaccia di Alex del Piero

In uno stadio Meazza gremito di spettatori, va in scena – alla 25esima giornata – la partita che avrebbe ipotecato o meno lo scudetto per la Juventus. I bianconeri, infatti, sono avanti di nove lunghezze rispetto all’Inter, seconda in classifica. Il clima che si respira è molto teso e la partita rimane in perfetta parità fino 63′, quando la vecchia signora, guidata da Fabio Capello, passa in vantaggio con una rete di Zlatan Ibrahimović.

Il vantaggio dura però poco più di dieci minuti. Infatti, al 74′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Walter Samuel svetta più in alto di tutti e insacca alle spalle di Gianluigi Buffon.

Dopo la rete, Fabio Capello inserisce Pinturicchio al posto di un nervoso Ibra. Nonostante la partita sia ormai avviata verso un pareggio – che andrebbe per altro bene ai bianconeri – Alex del Piero ha altri programmi. È il 40′ del secondo tempo quando Pinturicchio si presenta sul pallone per calciare una punizione.

Una rapida occhiata alla disposizione della barriera e una battuta che gela il tempo, palla in rete e scudetto ipotecato. L’esultanza colma di felicità del capitano bianconero dà vista ad una leggenda: qui nasce la storia della linguaccia di Alex del Piero.

La spiegazione di Pinturicchio

Cala il sipario a San Siro, e la Juventus ha vinto per 2 a 1 ipotecando lo scudetto. Una folla di giornalisti e cronisti attende, come era solito fare prima della pandemia, i calciatori all’uscita. Ovviamente, il più gettonato era proprio Alex del Piero, man of the match e capitano storico dei bianconeri. Tra le domande arriva anche quella che consente al numero dieci juventino di dare una spiegazione a quel gesto “nuovo”.

Pinturicchio spiega come l’ormai famosa “linguaccia” era andata in scena anche l’anno precedente a Bergamo. Circa un anno prima, infatti, l’Atalanta ospitò la Juventus di Capello in corsa per lo scudetto. All’80’ minuto di una partita difficile ancora a reti bianche, Alessandro del Piero si presenta sul dischetto e sblocca il risultato, dando vita alla “prima linguaccia”. Dopodiché il fantasista bianconero spiega:

Ho preso ispirazione da Michael Jordan, non è un gesto offensivo nei confronti degli avversari, ma solo un modo per esprimere la mia gioia, la passione che metto nel calcio

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Un marchio di fabbrica

Che sia cominciato tutto a Bergamo o che si voglia dare come “data iniziale” il derby d’Italia del 30 gennaio 2006, la linguaccia di del Piero è diventata il marchio di fabbrica del 10 bianconero. La linguaccia di Pinturicchio è entrata anche nella storia della nazionale italiana, forse in uno dei suoi episodi più importanti. Infatti, nella semifinale dei Mondiali di calcio del 2006 a Dortmund contro la Germania, Alex del Piero “lascia andare la linguaccia” dopo aver segnato la rete del 2 a 0 che trascinava l’Italia alla finale di Berlino.

La linguaccia caratterizza anche l’addio di Alex del Piero alla vecchia signora. Il 13 maggio 2012 Alex segna la rete numero 290 con la maglia della Juve ed esulta facendo la linguaccia.

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