Pagliuca: “Mancini mi ha ricordato Boskov”

L'ex portiere della Nazionale: "Domenica mi sono commosso anch’io, insieme a loro".

Gianluca Pagliuca in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha ammesso di essersi commosso domenica nel momento dell’abbraccio tra Gianluca Vialli e Roberto Mancini, suoi ex compagni alla Sampdoria: “Quando ho sentito la dedica di Roberto ai sampdoriani e a Paolo Mantovani, il presidente che gli ha insegnato come si può voler bene anche nel calcio.

E quando ho visto lui e Luca avvinghiarsi e piangere insieme. Ho messo la foto in tutti i miei social: meravigliosa. In quell’abbraccio c’era un pezzo di storia della nostra vita, non solo della carriera. C’era tutta quella Samp, ricordi indimenticabili. Ecco, mi piace credere che in quei trenta secondi anche a loro siano tornati in mente”.

Mancini ha ricordato Boskov all’ex portiere: “Lui era quello che ci teneva tutti attaccati.

Il numero uno assoluto nella gestione del gruppo, a modo suo: grande rispetto per i giocatori più esperti, faceva finta di dare la colpa ai più giovani ma poi coccolava pure loro. Sempre tranquillo, l’aplomb di chi ha in mano il controllo della situazione. E funzionava e ha ispirato Roberto. Da Boskov ha imparato che avere un gruppo forte e saperlo gestire bene può essere la tua arma migliore. Mancini alla sua Nazionale ha dato grande tranquillità e ha insegnato il senso della forza di essere tutti dalla stessa parte.

Ho visto anche qualche allenamento della squadra: clima splendido, tutti sereni, uniti. Anche in questo Roberto è stato perfetto”.

Lo staff di Mancini è composto da tanti doriani: “Lui ha bisogno di avere vicino solo quelli di cui si fida ciecamente, sceglie di circondarsi di persone che anzitutto lo capiscano. Nella vita, ma anche nel calcio: Chicco, Attilio, Fausto, Giulio, Massimo sono con lui da una vita, non può sbagliarsi. Roberto ricorda tutto ed è molto generoso con chi ha rispetto di lui: quando decide che uno per lui è amico, è amico”.

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