Storia del baseball: dalla nascita ad oggi

Analizziamo le origini del baseball: dai geroglifici egizi, passando dal fondatore Alexander Cartwright fino alla Major League Baseball, tutta la storia di uno sport identificativo della cultura americana.

Sebbene le origini di questo sport siano abbastanza incerte, analizziamo la storia del baseball dalle tracce nell’antico Egitto all’esordio nei Giochi olimpici nel 1992.

La storia del baseball

Come detto prima, le origini di questo sport sono incerte.

Sembra che la storia del baseball metta le sue fondamenta nei giochi con bastone e palla raffigurati nei geroglifici degli antichi egizi. Raffigurazioni di giochi simili sembrano apparire anche nell’antica Grecia e nell’Inghilterra medievale. In quest’ultimo caso, alcune testimonianze affermano l’esistenza di giochi simili, quali lo stoolball, o il paddleball.

Nel 1700, in Inghilterra, affiorano tracce che provano l’esistenza di uno sport chiamato baseball. Nel 1744, l’editore John Newbery – il padre della letteratura fanciullesca – pubblica a pretty little pocket book, il quale contiene un poema che celebra questo sport.

Circa vent’anni dopo, il volume di Newbery giunge anche nella colonia oltreoceano.

Il nostro baseball

Il baseball – come lo conosciamo noi – nasce nel 1839 a Cooperstown, New York. Il cadetto dell’accademia militare di West Point, Abner Doubleday, disegna il primo campo da baseball e stabilisce le prime regole dello sport. Nel 1845, Alexander Cartwright, membro della prima società organizzata (il New York City’s Knickerbockers club), codifica e pubblica le regole scritte da Doubleday e diventa il padre fondatore del baseball.

Dopo quasi un ventennio dall’ideazione, nel 1858 nasce a Manhattan la prima lega di baseball: National Assocition of Baseball Players.

La NABP, nel 1871, fonda il primo campionato di baseball ma, con la nascita di numerose squadre, nel corso degli anni vennero istituite diverse leghe. Nel 1876, il panorama statunitense offriva tre leghe diverse di baseball: la National League, la Western League e la Negro League, un campionato ormai morto che fu istituito per i giocatori afroamericani. A causa dell’istituzione delle tre leghe, i giocatori non potevano trasferirsi da una squadra all’altra se la destinazione prevedeva un cambio di lega.

Solo nel 1903 si giunse ad una soluzione. La NABP mise d’accordo le due leghe maggiori, organizzando delle finali tra le vincitrici delle due leghe. Nel frattempo, la nuova American League superò per importanza la Western League. Oggi, American e National League formano la Major League Baseball, il campionato di baseball più importante degli Stati Uniti.

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Le regole del gioco

Di primo acchito, il baseball potrebbe risultare uno sport di difficile comprensione, in realtà è più facile a farsi che a dirsi. Due team composti da nove giocatori si sfidano in nove inning (riprese) senza limiti di tempo che si dividono in parte alta e parte bassa. Come nella maggior parte degli sport, al termine della partita, vince la squadra che ha totalizzato più punti, in caso di parità si disputeranno gli extrainning.

Una squadra guadagna un punto quando il batter (il battitore) completa un giro completo del diamante di gioco, partendo e facendo ritorno alla “casa base”, passando per le tre basi intermedie. Il batter può cominciare il suo giro solo dopo aver colpito la palla lanciata dal pitcher (il lanciatore). I difensori, compagni di squadra del pitcher, possono interrompere la corsa del battitore prendendo al volo la palla colpita con la mazza o facendo arrivare la palla in una delle basi prima che lui arrivi.

Ogni inning viene scandito da tre eliminazioni dopo le quali chi era in attacco passa in difesa e viceversa. La squadra in difesa elimina un giocatore se:

  • il battitore subisce tre strike (non colpisce la palla)
  • la palla battuta viene presa al volo da un difensore
  • quando l’attaccante arriva sulla base dopo la palla

Lo strike si può verificare anche se il battitore prova a colpire la palla lanciata al di fuori della zona di strike delimitata immaginariamente dall’ascella al ginocchio del batter. Se il battitore capisce in anticipo che la palla finirà al di fuori della zona di strike può decidere di non colpirla, conquistando un ball.

I ruoli

Quindi, la squadra di difesa schiera in campo tutti e nove i giocatori, disponendo il pitcher al centro, il catcher, accovacciato alle spalle del battitore, il first, il second e il third baseman a difesa delle tre basi, lo shortstop (intermediario) e 3 esterni (left, center e right fielder). Gli attaccanti si disporranno uno alla volta nel ruolo del battitore con l’obiettivo di fare più punti possibili.

Il campo da gioco

Il campo di baseball è un quarto di cerchio delimitato da due linee di foul. All’interno delle due linee si trova il quarto di cerchio in terra rossa che, a sua volta, racchiude un quadrato di circa 27 metri (anche detto diamante). La parte di campo al di fuori delle due linee è chiamata territorio foul.

Il baseball nel mondo

L’organo che controlla il gioco del baseball a livello mondiale è la IBAF, International BAseball Federation. Fondata nel 1938, ad oggi conta 117 nazioni organizzate e suddivise in cinque confederazioni, una per ciascuno dei cinque continenti. Oltre che nel nord America, madrepatria di questo sport, il baseball è molto popolare in alcuni paesi del centro e del sud America, tra cui Cuba, Venezuela e la Repubblica Dominicana.

In Europa, invece, la storia del baseball passa più in sordina. I due paesi in cui si gioca a baseball ad alti livelli sono l’Italia e i Paesi Bassi. Infatti, le due squadre hanno strappato un invito al World Baseball Classic, una manifestazione internazionale che coinvolge 16 nazioni e che, dal 2013, sostituisce il campionato mondiale di baseball (cancellato nel 2011).

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