2020, un anno di sport: dal coronavirus alla morte dei grandi campioni

Un viaggio attraverso gli eventi che hanno caratterizzato, nel bene e nel male, il percorso sportivo del 2020: un anno di sport complicato e unico nel suo genere.

Il 2020 è stato un anno di sport diverso, senza dubbio un anno complicato e – per certi versi – unico. Questo 2020 a trazione coronavirus ha creato non pochi disagi nella programmazione del palinsesto sportivo nell’arco degli ultimi dodici mesi. Tuttavia, il mondo dello sport ha voluto fortemente contrastare queste difficoltà.

Un anno all’insegna dei continui adattamenti ad una situazione complicata che ha confinato il mondo dello sport in una “bolla“, per certi versi, simile a quella dell’NBA.

2020: un anno di sport tra vecchi e nuovi volti

Un anno di sport, il 2020, in cui c’è chi continua a scrivere la storia e sembra non abbia alcuna intenzione di fermarsi. E chi, per la prima, volta fa capolino tra i grandi, dimostrando di avere la stoffa per diventare uno di loro.

La Juventus continua a vincere in Italia, lasciandosi dietro Inter e Lazio. Il Bayern Monaco e il Siviglia trionfano in Europa, vincendo rispettivamente la Champions League e l’Europa League. I Los Angeles Lakers di LeBron James conquistano il 17esimo titolo NBA, battendo in gara 6 i coraggiosissimi Miami Heat nella fenomenale bolla di Orlando. Il tennis maschile festeggia Novak Djokovic, Rafa Nadal e Dominic Thiem, mentre quello femminile assiste alle vittorie di Sofia Kenin, Iga Świątek e Naomi Osaka.

Il mondo dei motori porta rimpianti e un velo di tristezza nel cuore degli italiani. La Formula 1 non può far altro che applaudire a Lewis Hamilton e alla Mercedes, mentre assiste al peggior piazzamento della Ferrari, preceduta anche da Racing Point, McLaren e Renault. Il motomondiale, invece, abbraccia un nuovo vincitore: Joan Mir. Il pilota spagnolo conquista il suo primo titolo precedendo in classifica l’italiano Franco Morbidelli.

I soliti noti

Lewis Hamilton vince il mondiale di F1 per la settima volta, eguagliando Michael Schumacher. Il pilota inglese ha trascorso il 2020 combattendo, oltre che per il settimo titolo iridato, anche per la campagna Black Lives Matter. Infatti, è diventato a tutti gli effetti un paladino dei diritti civili. Il britannico ha diradato la nebbia che aleggiava intorno al suo rinnovo di contratto, dichiarandosi carico per inseguire l’ottavo mondiale. L’ottavo titolo infatti, consacrerebbe Lewis Hamilton come pilota più vincente al mondo.

Anche LeBron James (o King James, The Chosen One, come preferite chiamarlo, insomma) fa parte di quella nicchia di sportivi che continua a scrivere la storia. Il Re ha messo al dito il quarto anello della sua carriera, riportando i Los Angeles Lakers alla vittoria in NBA che mancava da un decennio. LeBron vince ancora, e lo fa nel ricordo di Kobe Bryant, scomparso nel gennaio 2020 a causa di un incidente in elicottero. Il più grande sportivo al mondo si conferma un campione senza tempo e sembra proprio che non abbia intenzione di rallentare la sua corsa.

los angeles lakers

Le nuove glorie

Sicuramente lo stop forzato di Marc Marquez ha agevolato la sua scalata, ma Joan Mir si è fatto trovare pronto e ha portato a casa il motomondiale. Il pilota spagnolo della Suzuki ha sbaragliato la concorrenza del nostro Franco Morbidelli, del compagno di scuderia Alex Rins e di un opacissimo Andrea Dovizioso, dimostrando di avere il potenziale per competere coi grandi.

C’è spazio anche per una nuova stella azzurra nel panorama tennistico mondiale, il 2020, infatti, si è reso scenario dell’esplosione di Jannik Sinner. L’alto atesino ha conquistato il titolo ATP a soli 19 anni, diventando il tennista italiano più giovane di sempre ad aver vinto un torneo nell’era Open. Ad oggi, Sinner è 37° nella classifica mondiale.

Jannik Sinner

Un’alta vittoria dal sapore – più o meno – italiano arriva dalla Formula 2. Il campionato cadetto automobilistico, infatti, incorona Mick Schumacher, il figlio di Michael. Mick, già collaudatore e test driver per la Ferrari, è pronto a sedersi sul sedile della Haas in Formula 1 nel 2021.

Mick Schumacher

Un anno di sport tra speranze e tristi addii

In un 2020 di sport già di per sé complicato, diversi fulmini a ciel sereno hanno fatto crollare il terreno sotto i piedi di molti. A gennaio, prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria, abbiamo salutato Kobe Bryant e sua figlia Gianna. I due volavano a bordo dell’elicottero privato dell’ex giocatore quando, a causa della nebbia, il veicolo precipitò e, successivamente, prese fuoco. Il 22 maggio muore Gigi Simoni dopo aver lottato per un anno contro un ictus.

gigi simoni

Il 25 novembre, invece, il mondo dello sport si è stretto attorno alla morte di due calciatori che hanno segnato indelebilmente la storia del calcio italiano. A distanza di due settimane, il mondo del calcio piange l’addio del più grande calciatore di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, e dell’eroe del Mondiale di Messico ’82, Paolo Rossi.

maradona e paolo rossi

L’Italia ripone tutta la sua speranza nell’ennesima lotta di Alex Zanardi. L’ex pilota è rimasto coinvolto in un incidente nel giugno 2020 e, ancora una volta, ha deciso di non piegarsi al fato e combattere come solo lui sa fare.

Leggi anche: Il Napoli di Maradona: la storia degli azzurri

Uno sguardo alle novità

È notizia di qualche settimana fa che il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha confermato, in vista dei Giochi Olimpici di Parigi del 2024, le tre discipline che esordiranno alle Olimpiadi di Tokyo: il surf, lo skateboard e l’arrampicata. Al posto del baseball/softball e del karate, che avranno luogo solo alle Olimpiadi nipponiche, subentrerà la breakdance.

Il 2021 di sport sarà un 2020 2.0?

Sicuramente qualcuno si sarà accorto che due competizioni su scala internazionale in programma quest’anno non si sono svolte durante questo 2020. Infatti, né i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, né gli Europei di calcio si sono potuti disputare a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19.

Per la prima volta nella storia, le Olimpiadi sono state infatti posticipate di un anno e avranno luogo nel 2021, sempre a Tokyo. Anche Euro2020 è stata rinviata al 2021 a causa del coronavirus. Il campionato europeo di calcio, infatti, festeggerà il suo sessantesimo anniversario con un anno di ritardo.

La sensazione è che, situazione sanitaria permettendo, il 2021 assumerà – sotto un certo punto di vista – le sembianze di una succursale del 2020. La speranza, ovviamente, è quella di non ricalcare l’anno appena trascorso in tutta la sua interezza.

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