Chi è Manny Pacquiao: il pugile più forte delle Filippine

Many Pacquiao è una leggenda della boxe, ma nella sua carriera ha saputo stupire anche nella politica e nel basket.

Manny Pacquiao è una leggenda della boxe mondiale, ma è anche un politico e un ex giocatore di pallacanestro. Chi è colui che è considerato il più grande sportivo della storia delle Filippine.

Chi è Manny Pacquiao

Emmanuel Dapidran Pacquiao è nato nelle Filippine il 17 Dicembre 1978.

È soprannominato Pac Man ed è considerato il pugile asiatico più forte di sempre. Manny è l’unico ad aver vinto i titoli mondiali in otto categorie diverse: questo risultato ha fatto si che venisse premiato come miglior pugile del primo decennio del terzo millennio.

Alto meno di 170 cm, Pacquiao iniziò la sua carriera da pugile a causa di suo padre. L’infanzia fu caratterizzata dalla povertà e da dai difficili rapporti tra i suoi genitori, che nel 1988 decisero di separarsi.

All’età di 14 anni decise di scappare di casa perché il padre, per punirlo dell’ennesima bravata, gli aveva ucciso e mangiato il cane, a cui era fortemente legato. Per sfogare la rabbia iniziò a praticare pugilato.

pacquiao cintura

La carriera da pugile professionista

Dopo sessanta vittorie senza alcuna sconfitta, decise di diventare un professionista nel 1995. Fu nel 2002 che la sua carriera spiccò il volo, quando si proclamò campione del mondo in tre categorie differente, diventando il primo filippino a raggiungere tale traguardo.

Celebre nella sua carriera è la trilogia contro Erik Morales: dopo aver perso la prima sfida nel 2005, nel 2006 ottenne un doppio successo che lo iscrisse di diritto nell’Olimpo del pugilato. L’enorme popolarità l’ha portato a combattere nel cosiddetto “Dream match”, un incontro senza titolo in palio contro la leggenda Oscar de la Hoya. Forte del titolo di miglior pugile nella classifica Pound for Pound della rivista Ring Magazine, il Filippino sconfisse nettamente l’avversario, che si sarebbe ritirato dopo quella pesante sconfitta.

Nel 2009 entrò definitivamente nella leggenda, conquistando il settimo titolo mondiale in una differente categoria. Negli anni successivi alternò grandi vittorie a momenti più complicati, come nel 2012 quando dopo 13 anni ottenne per la prima volta due sconfitte consecutive e scivolò nella posizione numero 7 della classifica Pound for Pound.

Nel 2015 diede vita al match del secolo contro Floyd Mayweather Jr con tre titoli mondiali welter in palio (Wba, Wbo e Wbc). Di fronte a 17 mila spettatori nell’MGM di Las Vegas, Pacquiao dovette cedere a seguito di un incontro meno spettacolare di quanto fossero le premesse.

Fermatosi per un infortunio e dopo aver cullato l’idea del ritiro, spinto soprattutto dalla moglie e dalla madre, nel 2016 divenne il primo senatore in carica a conquistare un titolo mondiale. Nel gennaio 2019 riscrisse nuovamente la storia di questo sport diventando il campione del mondo più anziano nella storia dei pesi welter e il quinto in assoluto nella storia del pugilato.

destro pacquiao

L’esperienza in politica e da giocatore di basket

Nel 2007 decise di intraprendere la carriera politica, dichiarandosi eleggibile per un posto in Parlamento: venne però sconfitto da Darlene Antonino-Custodio. Decise di riprovarci tre anni dopo, riuscendo a vincere le elezioni ai danni di Roy Chiongbian e venendo eletto nella Camera dei Rappresentanti. Sempre nel 2010 decise di scrivere la sua autobiografia.

Nel 2014 terminò il suo mandato, venendo pesantemente criticato per aver realizzato la più alta percentuale di assenteismo nella storia della sua carica. Nonostante ciò decise comunque di candidarsi per il Senato nelle elezioni del 2016. Ricevendo oltre sedici milioni di voti riuscì a farsi eleggere, nonostante la difficile campagna elettorale condizionata da alcune sue dichiarazioni omofobe.

Oltre alla politica e alla boxe Pacquiao è famoso anche per la sua passione per il basket. Oltre ad essere membro onorario della franchigia NBA dei Boston Celtics, nel 2014 si dichiarò eleggibile per il Draft del campionato filippino. Venne selezionato dai Mahindra Enforcers, di cui divenne l’allenatore-giocatore. Giocò 10 partite, realizzando solo 13 punti, in 3 anni e da coach chiuse con un record di 28 vittorie e 73 sconfitte.

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