I migliori Rookie della NBA 2021: LaMelo Ball e non solo

Selezionate nel primo Draft telematico della storia, le nuove matricole NBA stanno dimostrando di valere il posto della lega di pallacanestro più famosa al mondo.

Il Draft NBA per la stagione 2020-2021 è stato uno dei più strani di sempre. Solitamente i giocatori selezionati sono già noti agli staff tecnici delle varie franchigie, che hanno decine di video e informazioni su di loro. Tuttavia a causa della pandemia tutti i ragazzi non hanno potuto concludere la loro stagione, obbligando le squadre a rischiare nelle loro scelte.

In questo clima di incertezza non sono mancate le sorprese tra quelli, in questa prima parte di stagione, che possono essere considerati i migliori Rookie NBA 2021.

I migliori Rookie NBA 2021

Il Draft del 2020 rimarrà nella memoria di molti italiani per la chiamata con la 48esima scelta dell’azzurro Niccolò Mannion. L’esterno nativo di Siena ha esordito in NBA con i Golden State Warriors per poi essere spostato in G-League, la lega di secondo livello, in modo tale da avere più spazio.

La prima scelta assoluta è stato Anthony Edwards. Selezionato dai Minnesota T’Wolves. Un inizio di avventura in NBA più che positivo, con 15 punti di media, nonostante una poca costanza al tiro. Le difficoltà parziali del ragazzo sono giustificate dalla pochezza della sua squadra, una delle peggiori della Lega, anche per via dei numerosi infortuni come quello alla stella Karl Anthony-Towns.

anthony edwards

Chi sembra aver pescato nei migliori dei modi dal Draft sono i Detroit Pistons. Non solo il francese Killian Hayes, ma anche Saddiq Bey. Quest’ultimo, proveniente da Villanova, si sta rivelando uno dei migliori tiratori della Lega, tanto da aver vinto anche il premio di miglior giocatore della settimana ad Est.

La top 5 dei Rookie della stagione 2020-2021

Favorito alla corsa al premio “Rookie of the year” è LaMelo Ball, fratello di Lonzo giocatore dei New Orleans Pelicans. Selezionato dagli Hornets con la terza scelta assoluta, è il migliore in tutte le voci statistiche tra le matricole. Dopo un inizio a rilento, è diventato uno dei leader della sua squadra, diventando anche il playmaker titolare della franchigia.

Al secondo posto merita una citazione Tyrese Haliburton. La dodicesima scelta sta giocando in maniera eccellente queste sue prime partite con i Sacramento Kings. Non solo i 12 punti di media, ma soprattutto le alte percentuali dal campo che superano abbondantemente il 40%. Prestazioni non scontate quelle in una squadra che nelle ultime stagioni è una delle peggiori dell’intera NBA. Haliburton si sta dimostrando un giocatore in grado di saper reggere la pressione e soprattutto di saper sostituire Bogdan Bogdanovic, ex stella della squadra trasferitasi ad Atlanta.

haliburton kings

Sorpresa inaspettata è invece Immanuel Quickley dei New York Knicks. La franchigia della Grande Mela aveva puntato fortemente su Obi Toppin, selezionato con l’ottava chiamata. A stupire è invece il giovane playmaker, arrivato dai Thunder che lo avevano scelto con la numero venticinque. Il 22enne di Kentucky, nonostante giochi meno di venti minuti a partita, sta mantenendo una costanza incredibile nel raggiungere la doppia cifra di punti segnati. Un talento destinato a esplodere, se si considera che da gennaio può imparare da Derrick Rose, uno dei veterani del suo ruolo.

I Chicago Bulls sembrano finalmente aver trovato una nuova stella, dopo la partenza di Butler. Si tratta di Patrick Williams, scelto con la numero quattro. Un grande difensore, in grado di mantenere anche buone cifre sia a livello di punti che di rimbalzi. Il ragazzo è già entrato nella storia dei Bulls, diventando il più giovane a realizzare almeno 20 punti in una partita. Un record non da poco, in una franchigia in cui i primati appartengono tutti alla leggenda Michael Jordan .

Quinto posto per Cole Anthony. La 15esima scelta del Draft 2020 è diventato un titolare inamovibile degli Orlando Magic, con cui viaggia a quasi 13 punti di media. Messosi in mostra soprattutto per la sua bravura nel tiro da 3 punti, il giovane è riuscito a imporsi in una squadra con un’età media molto basso e che per questa stagione è destinata a navigare nei bassifondi della classifica. L’unica pecca sulla sua stagione l’infortunio a inizio febbraio che lo terrà fuori fino a marzo.

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