Chi è Fabio Paratici, dirigente della Juventus ed ex calciatore

La carriera da calciatore e la rivincita da dirigente sportivo. Chi è Fabio Paravicini, l'uomo-mercato della Vecchia Signora?

Una carriera da calciatore dignitosa ma non esplosiva, tra serie minori e infortuni. Come dirigente, invece, raggiunge la massima serie e un bel po’ di soddisfazioni (oltre a qualche grattacapo). Chi è Fabio Paratici, l’uomo-mercato della Juventus al centro del caso Suarez.

Fabio Paratici: chi è

Anche se nelle giovanili del Piacenza era il capitano di Filippo Inzaghi, la carriera da calciatore di Fabio Paratici non è stata esattamente ai livelli di quella dell’ex centravanti di Milan e Juventus. Classe 1971, Fabio Paratici è di ruolo terzino, ma all’occorrenza gioca anche come centrocampista esterno. Esordisce in prima squadra nel campionato di Serie C1 1989-1990, a 18 anni. L’anno successivo contribuisce alla vittoria del campionato di C1 da parte del Piacenza.

Milita poi in altre squadre del circuito di Serie C e D, concludendo la carriera a 32 anni al Brindisi.

Decisamente migliore per Fabio Paratici è la carriera professionale dopo il ritiro. Smette con il calcio giocato nel 2002 e inizia a svolgere il ruolo di capo degli osservatori della Sampdoria. Qui conosce Beppe Marotta, trasferitosi a Genova come direttore generale dopo l’esperienza all’Atalanta. Nel 2010, Marotta passa dalla Sampdoria alla Juventus con gli incarichi di direttore generale e amministratore delegato.

Il dirigente porta Paratici con sé anche a Vinovo in qualità di direttore sportivo dei bianconeri. All’addio alla Juve di Beppe Marotta – che troverà sistemazione dopo qualche mese all’Inter – Fabio Paratici gli succede e diventa nel novembre 2018 Chief Football Manager della Juventus con pieni poteri in materia di calciomercato.

Patrimonio

Da quando è alla Juventus innumerevoli sono stati i colpi di mercato messi a segno da Paratici. La sua prima grande trattativa condotta in prima persona è stata quella che ha portato in bianconero nell’estate del 2013 Carlos Tevez. Sempre in tandem con Marotta tante altre sono state le intuizioni, dallo svincolato Andrea Pirlo e al dimenticato Andrea Barzagli che era finito in Bundesliga, fino a Paul Pogba preso a parametro zero e poi rivenduto a peso d’oro allo United e al “colpo del secolo” dell’acquisto di Cristiano Ronaldo.

Oltre al certosino lavoro di cessioni per portare in cassa le fondamentali plusvalenze, adotta la strategia del parametro zero. Per fare alcuni nomi oltre a quelli già fatti: Aaron Ramsey e Adrien Rabiot. Il colpaccio del 2019 di calciomercato è invece senza dubbio quello di Matthijs De Ligt. Paratici si accaparra il difensore olandese classe 1999 con un assegno da 75 milioni intestato all’Ajax. Tuttavia, tale fiuto e tali skills sono ben ricompensati. Il dirigente infatti percepisce annualmente uno stipendio fisso lordo di 2,86 milioni, ai quali bisogna poi aggiungere una parte variabile legata ai bonus pari a 260mila euro sempre lordi.

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Il caso Suarez

Per il suo ruolo di mediatore e la posizione esposta, Fabio Paratici, però, è anche al centro di un guaio giudiziario. A muovere le indagini, la trattativa e i risvolti del passaggio di Suarez dal Barcellona alla Juventus. Infatti, dopo aver trovato l’accordo in termini di contratto (biennale con 11,2 milioni il primo anno e 12,4 il secondo), emerge un problema burocratico. Non possedendo il passaporto comunitario, Suarez avrebbe dovuto sostenere un esame di italiano per ottenere la cittadinanza. Il sospetto che si sia trattato di un esame-farsa con la mediazione di Paratici, catapulta il dirigente al cuore delle indagini e, soprattutto, dello scandalo. Oltretutto, dopo l’avviso di garanzia e le altre tappe dell’iter giudiziario, il presidente Andrea Agnelli gli declina ogni responsabilità, dichiarandosi estraneo ai fatti.

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