UC Sampdoria: la storia dei blucerchiati e del nome della squadra

La storia della Sampdoria: dalla fondazione, passando per l'età dei gemelli del gol fino all'arrivo di Pirlo

L’Unione Calcio Sampdoria è una delle più importanti squadre liguri, al momento militante in Serie B dopo la retrocessione subita la scorsa stagione. Nel corso della loro storia i blucerchiati sono stati quasi sempre in Serie A, riuscendo anche a vincere uno storico scudetto trascinati dalla coppia Mancini-Vialli, sempre dello stesso periodo la vittoria di una Coppa delle Coppe (1989-90) e della finale persa di Coppa Campioni del 1991-92.

Negli ultimi anni la società ha avuto gravi problemi finanziari a causa della gestione Ferrero: al momento il presidente del club è Marco Lanna, che ha ingaggiato come allenatore per risalire in massima serie, Andrea Pirlo.

La storia della Sampdoria

La Sampdoria nasce il 12 agosto del 1946 dalla fusione di altre due storiche società genovesi: la Sampierdarenese (nata nel 1891) e l’Andrea Doria (nata nel 1895), entrambe nate come inizialmente come polisportive.

Il sodalizio venne propiziato dal fatto che la prima partecipava alla Serie A, ma si trovava in situazioni economiche difficoltose, mentre la seconda, pur esclusa dalla massima serie, aveva importanti risorse da investire.

Il primo campionato disputato dalla nuova società fu quello del 1946-47, classificandosi decima. Il miglior risultato del periodo fu il quarto posto del 1960-61, ma nel 1965-66 la Sampdoria per la prima volta venne retrocessa in Serie B, pur per una sola stagione. Ci volle parecchio prima che la Samp tornasse a giocarsi dei trofei: nel 1984-85 vince la prima Coppa Italia della propria storia contro il Milan, grazie ad essa i blucerchiati poterono partecipare alla Coppa delle Coppe successiva.

La Coppa Italia intanto diventa una piacevole abitudine: nel 1985-86 i blucerchiati perdono in finale contro la Roma, ma nel 1987-88 riuscirono a portarsi nuovamente a casa la coppa prevalendo sul Torino, potendo in questo modo partecipare tra l’altro alla prima edizione della Supercoppa Italiana. La stagione seguente la Samp partecipò nuovamente alla Coppa delle Coppe, conquistandosi la sua prima finale europea, persa contro il Barcellona, un’altra Coppa Italia consolò la squadra la stagione successiva. Nel 1990 arriva per la Samp anche il primo trofeo internazionale: la Coppa delle Coppe vinta contro l’Anderlecht, senza però riuscire a vincere anche la Supercoppa UEFA contro il Milan. L’anno che i tifosi blucerchiati ricordano più felicemente resta però quella della stagione 1990-91, quando la squadra vinse il suo primo ed ultimo scudetto.

Dietro questo periodo d’oro ci sono le mani di più personaggi che hanno segnato un’epoca: il presidente Paolo Mantovani ed il suo direttore sportivo Paolo Borea riuscirono ad attrezzare, e mantenere per diversi anni, una squadra molto competitiva creata da un mix di giocatori giovani ma molto talentuosi (su tutti i gemelli del gol Vialli e Mancini) e giocatori più esperti. A cementare il tutto uno degli allenatori simbolo degli anni ’90: Vujadin Boskov, che dopo sei anni, nella stagione 1992-93 lascio la squadra. Con la morte di Mantovani ad ottobre ’93, l’epoca d’oro della squadra era ormai tramontata e mai più fino ad ora è riuscita a tornare a quei livelli.

In realtà sono molti i nomi di campioni che passano dalla Samp negli anni successivi: Gullit, Platt, Zenga Mihajlovic… finendo con Seedorf Karembeu, Montella e Veron (anno 1997, l’ultimo con Mancini). In questi anni la squadra riuscì ancora a lottare ad alti livelli sia in Italia che in Europa, vincendo ancora la Coppa Italia e la Supercoppa. Nel 1998-99 però ecco arrivare la seconda retrocessione, e da qui qualche anno di incertezza fino all’acquisto della società da parte di Garrone nel 2002. Per ancora un decennio la squadra riuscì ad ottenere buoni piazzamenti tornando prima in Europa League, e nel 2009-2010 addirittura in quella Champions League che mancava dal 1991. I volti di questo periodo sono quelli di Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini. Dalla morte di Garrone nel 2013 però, la squadra ha perso nuovamente mordente anche a causa della gestione societaria, fino alla retrocessione subita nella scorsa stagione.

Scritto da Gabriele Vecchia
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