La storia di William Benter, l’uomo che ha sconfitto sempre il banco

William Benter, imbattibile scommettitore divenuto filantropo, ha una fortuna che supererebbe il miliardo di dollari.

William Benter, per tutti Bill, è una leggenda per ogni scommettitore seriale sullo sport. Nato nel 1957 a Pittsburgh, non ha sbagliato molte mosse, riuscendo a sconfiggere quasi sempre il banco, quello che proverbialmente vince sempre.

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William Benter storia

Da giovane, Benter riesce a mettere le mani su un libro – scritto dal matematico Edward O. Thorp – intitolato Beat the Dealer, sconfiggi il banco, il cui sottotitolo che lascia poco spazio all’immaginazione è “una strategia vincente per il gioco del blackjack”. William Benter divora il libro e ha un’intuizione, quella di applicare il metodo matematico al casinò.

Negli anni ’80 lascia dunque la Pennsylvania in direzione Las Vegas e lì comincia ad applicare il suo metodo ai giochi di carte da sala.

Ha successo fin da subito. Sbanca i tavoli di blackjack con una tale sistematicità che ben presto tutti i casinò della Strip lo mettono sulla loro lista nera; William Benter diventa un indesiderato nella città del peccato. La decisione però non lo ferma. Il suo metodo funziona e allora, semplicemente, Benter lo porta da un’altra parte, lo applica ad un altro sistema, lo tara su un altro mondo: decide di darsi all’ippica.

Il cavallo vincente

William Benter se ne va da Las Vegas, cambia tutto per non cambiare nulla, si trasferisce ad Hong Kong. Vi arriva nel 1985, anno in cui la città – Stato è una delle capitali mondiali del gioco d’azzardo. Qui decide di fare le cose ancor più in grande. Comincia a scrivere un programma informatico che tenga conto di ogni possibile variabile che potesse influire sull’esito finale di una corsa di cavalli. Partendo dal curriculum di un cavallo e del suo fantino, Benter arriva a considerare 130 incognite differenti, compresi dettagli apparentemente davvero insignificanti come la temperatura esatta in cui ogni animale riesce ad esprimersi al meglio delle proprie potenzialità atletiche.

A programma avviato investe di tasca propria, prendendosi un non risibile rischio imprenditoriale, iniziando a pagare una lunga schiera di osservatori capaci di informarlo su ogni cavallo, ad ogni ora del giorno. In seguito cambia il suo metodo di scommettere; rinuncia a scommettere somme ingenti su un solo evento e inizia a scommettere poco su tantissime corse, arrivando a perfezionare anche il momento esatto in cui piazzare la puntata: gli ultimi istanti prima della partenza.

Dopo qualche anno di migliorie, il suo programma è quasi perfetto – nonostante a volte alcuni episodi sfortunati lo invalidino. Benter, che è un uomo molto paziente e questa sua dote spiega molto bene perché sia arrivato ad un simile risultato, negli anni ’90 è in grado di definire con bassissimo margine di errore quanto è altra la probabilità con la quale ogni singolo cavallo uscirà vincente da una determinata corsa. A questo punto, quasi ogni sua puntata diventa vincente. Le case di corse se ne rendono conto nel 1997, anno nel quale il Jockey Club di Hong Kong gli impedisce di scommettere sulla sua proprietà. Poco importa a Benter, il quale in quel periodo guadagnava oltre 30 milioni di dollari l’anno. Nel ’97 gli riesce anche di azzeccare quel Triple Trio giudicato pressoché impossibile: si tratta dell’ordine di arrivo esatto dei primi tre cavalli in tre gare diverse all’interno dello stesso meeting di ippica.

Quel colpo gli valse 10 milioni in un’unica puntata. Cosa ci fece? Benter versò l’intera somma in beneficenza.

William Benter oggi

A quel punto, infatti, lo scommettitore non punta più per vincere ma soltanto per dimostrare l’infallibilità quasi totale del suo metodo. Inevitabilmente, finisce per ritrovarsi indesiderato ovunque. Poco male.

Fisico e oculato amministratore del suo patrimonio, Benter non accusa l’esclusione dalla maggior parte delle gambling house, poiché in tempi recenti riesce a concludere anche numerosi investimenti davvero fruttuosi.

Oggi lo scommettitore non ha perso il vizio, se così si può definirlo, continuando a piazzare scommesse, in maniera più saltuaria, online. La sua principale occupazione non è più il gambling, bensì la filantropia. Apertamente democratico, Benter ha sostenuto spesso il partito, finanziandolo con oltre 135mila dollari. Oltre a ciò, il brillante scommettitore non lesina certo quando si tratta di donare nel sociale o nella cultura.

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Scritto da Mattia Mezzetti
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