Perché il Barcellona è in crisi: dal Barçagate all’arresto di Bartomeu

Il Barcellona è passato da essere la squadra più forte del mondo a un club con profondi problemi interni: ecco tutti i perché della crisi dei catalani.

Nel 2009 il Barcellona divenne la prima squadra a realizzare il Triplete, ossia la vittoria della Champions League e dei due trofei nazionali. Anche dopo l’addio di Guardiola, architetto di quella stagione trionfale, il club riuscì a mantenersi ad alti livelli riuscendo, ad esempio, a ritornare sul tetto d’Europa nel 2015 o su quello di Spagna nel 2019.

Tuttavia le vicende societarie si sono aggravate sempre di più, portando il Barcellona ad affrontare una grande crisi e un ridimensionamento nel panorama globale.

Perché il Barcellona è in crisi

L’ultimo evento in ordine cronologico risale agli inizi di marzo 2021 con l’arresto dell’ex presidente Bartomeu e altri tre membri interni alla società blaugrana. Dopo 24 ore in stato di fermo, sono stati rilasciati in libertà provvisoria in attesa di giudizio.

bartomeu barcellona

Le motivazioni dietro a quest’azione giudiziaria sono relativi al BarcellonaGate, ossia l’indagine inerente una società esterna (denominata I3Ventures) finanziata per screditare via social tutti coloro che non fossero legati o allineati alle proposte del CDA della presidenza Bartomeu.

Al centro delle critiche ci sarebbero stati anche alcuni giocatori scontenti delle attività della dirigenza, in particolare Pique e Messi, due bandiere della squadra. La diffamazione avveniva attraverso siti o un grosso numero di commenti fatti da profili creati ad hoc. Daniel Gamber, nuovo presidente del club, ha così commentato la vicenda:

Il timing dell’intervento lascia pensare a qualche influenza esterna, ma ciò non toglie che Bartomeu abbia fatto malissimo come presidente del Barça. Anzi, per me si tratta del peggior presidente della storia moderna del club.

Sembrano lontani i tempi d’oro della dirigenza Laporte, quando Guardiola e i suoi ragazzi erano la miglior squadra al mondo. I dissidi societari iniziarono proprio con l’addio dell’attuale mister del City, che non condivideva la politica del presidente Rosell (che aveva come vice proprio Bartomeu). Una tensione che negli anni è ulteriormente accresciuta. Da Abidal, che accusava una mancata comunicazione interna, al licenziamento dell’allenatore Valverde.

Senza dimenticare le pesanti eliminazioni delle ultime edizioni della Champions League, come l’8-2 contro il Bayern Monaco nel 2020. Una sconfitta che ha rischiato di vedere Messi lontano da Barcellona, salvo poi rimanere dopo una lunga polemica relativa alla clausola rescissoria inserita nel suo contratto. Una crisi dirigenziale che ha avuto quindi riflessi anche sul campo, con un calciomercato spesso caratterizzato da cifre folli (come i 150 milioni per Dembélé) ma pochi risultati.

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