Chi è Jutta Kleinshmidt, la prima donna a vincere il Rally Dakar

Nel 2001 Jutta Kleinschmidt divenne la prima donna a vincere il Rally Dakar: scopriamo chi è e la sua vita dopo il ritiro.

Il 21 Gennaio 2001 fu una data storica per il Rally Dakar: Jutta Kleinshmidt divenne la prima, e fino ad oggi unica, donna a vincere la manifestazione. Rivediamo la sua carriera e scopriamo chi è diventata vent’anni dopo la straordinaria impresa.

Chi è Jutta Kleinshmidt: dal successo del 2001 a oggi

L’ex pilota è nata a Colonia il 29 Agosto del 1962. Trascorse l’infanzia in Baviera, insieme alla madre e alle tre sorelle, in una situazione condizionata dai pochi soldi.

In carriera ha preso parte a sedici edizioni della Parigi-Dakar (oggi rinominata Rally Daker), tre in moto e le restanti in auto. Proprio le moto diedero inizio alla sua passione per i motori: a 18 anni ne acquistò una e, dopo gli studi di Fisica, lavorò per sei anni alla Bmw dove aveva svolto la tesi di laurea.

Successivamente fece il suo esordio nel 1987 al Rally dei Faraoni, in Egitto.

Oltre alla vittoria nel 2001, vanta anche un secondo posto nell’edizione successiva, due terzi posti e un totale di dieci vittorie di tappa. In carriera ha gareggiato per tre team: Mitsubishi (con cui ha ottenuto lo storico successo), Volkswagen e BMW.

Nel 2008 ottenne un altro prestigioso riconoscimento, vincendo la 24ore del Nürburgring del campionato Gran Turismo, guidando una BMW.

Infine nel 2018 vinse il Monaco World Sports Legends Award, l’Oscar dello sport.

Jutta Dakar 2001

L’impresa nel 2001

L’inizio della sua carriera è legato al nome di Jean Louis Schlesser: del francese non era solo la co-pilota, ma anche la sua fidanzata. Tuttavia i rapporti tra i due si complicarono quando nel 1998 la Kleinshmidt, che gareggiava da sola, si trovò davanti durante una gara e lui le chiese di aspettarlo, non tollerando che una donna potesse arrivare davanti a lui. Lo smacco arrivò però nel 2001 quando Jutta non solo ottenne la soddisfazione di vincere la Dakar, ma lo fece anche battendo la concorrenza dell’ex fidanzato che dovette accontentarsi del secondo posto.

Quella vittoria la tedesca se la ricorda bene. Alcuni anni dopo ha raccontato le emozioni e ciò che le balenava per la mente poco prima di tagliare il traguardo:

Nell’ultima tappa di Dakar, nel 2001, il mio sogno più grande si è avverato. È una sensazione meravigliosa. Attraversando il traguardo mi sono liberata di un’enorme pressione che avevo addosso. Dopo quasi 10.000 chilometri ero in testa alla corsa con solo 2 minuti e 53 secondi di vantaggio sul secondo classificato. Bastava restare bloccata nella sabbia o avere una gomma a terra per perdere la vittoria. Cosa significhi la vittoria, me ne sono reso conto solo settimane dopo.

Questa prestigiosa vittoria è diventata anche un libro autobiografico dal titolo “My Victory at Dakar”. Da esso verrà anche prodotto un film, diretto da David Leitch, regista di John Wick e Deadpool 2.

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jutta 2001

Jutta Kleinshmidt dopo il ritiro

Jutta è diventata un riferimento per molte donne, dimostrando quanto conti la tenacia nel raggiungimento dei propri obiettivi. Oggi è un’oratrice pubblica in fiere di settore e presentazioni. Precedentemente è stata direttrice sportiva all’e-CROSS Germany.

Fa dell’aspetto motivazionale uno dei suoi punti di forza. In varie conferenze ha espresso l’importanza di vincere i pensieri negativi, imparando dalle sconfitte per rialzarsi e trovare soddisfazione in quello a cui si ambisce. Proprio questo suo motto anti negatività l’ha guidata attraverso diverse collaborazioni come quelle con Samsung, Siemens, Total e Vodafone.

Oltre a impartire lezioni di sopravvivenza alla Desert Academy dal 2000, è molto attiva anche nei confronti delle altre donne. È stata nominata “Outstanding Personality in Motorsport“ dal British Women Racing Drivers Club. Inoltre è anche membro della FIA WIMC, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più donne all’interno del mondo dei motori.

Altra tematica a lei cara è quella del clima. Jutta guida il team della Smart Driving Challenge. La sfida consiste nel collegare il proprio cellulare alla macchina, guidando per almeno 10 km per ogni tappa nella vita di tutti i giorni. Al termine di ciascuna, si riceve un punteggio e si entra in graduatoria. In questa competizione è impossibile perdere: tutti i partecipanti ricevono sia informazioni relative alla propria guida elaborate dalla piattaforma digitale Enerfy sia suggerimenti per ridurre le emissioni di CO2.

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